Virginia Raggi, ci spiega il cantiere fantasma Acea?

 

di Franco Bechis

Roma, ponte Sisto. Attraversato il Lungo Tevere per chi si dirige verso Campo dei Fiori (è una delle vie più battute oltre da chi lavora in questa zona anche dai turisti) dai primi di settembre è sbucato un cantiere. Non enorme, ma sufficiente a bloccare la via e a rendere impossibile il passaggio delle auto verso l’unica zona transitabile prima della Ztl: via delle Zoccolette.

Un cantiere, ed è parola grossa. Perché nei cantieri solitamente c’è qualcuno che vi lavora. Qui no. Si è visto qualcuno a settembre che ha transennato, scavato, messo traversine di legno sopra una buca e poi- come si usa dire a Roma- s’è dato. Chissà se ne è a conoscenza il nuovo sindaco di Roma, Virginia Raggi. Perché ad avere bucato la strada e avere bloccato il traffico, è una sua azienda, l’Acea.

Per legge deve essere scritto chi è il committente, che tipo di lavori si fanno e quando si pensa di doverli terminare. E’ una burla, perché il cartello qui indica la bellezza di tre anni di lavori, che però avrebbero dovuto essere finiti 9 mesi fa, a fine gennaio 2016. Quindi il cartello indica chiaramente il falso. Non si vede nessuno, e qualcuno è stato pure messo in ginocchio da questo cantiere.

C’è qualche esercizio commerciale in via delle Zoccolette che non si può più raggiungere. E fra i tanti un garage orario che era il solo raggiungibile per chi non aveva il permesso della Ztl. C’era un cartello sul Lungo tevere che indicava la possibilità di svoltare nella via dove ora c’è il cantiere fantasma e raggiungere il garage. Oggi non si può più, e chi ha messo il cantiere non ha trovato di meglio che voltare quel cartello in modo che nessuno lo possa più vedere. Se lo volti, nascondi il problema. Se poi qualche esercizio commerciale va in malora, importa a qualcuno?

Ecco, signor sindaco. Forse quei lavori sono quanto mai necessari, e di fronte a cause di forza maggiore bisognerà pure rassegnarsi. Ma se erano così necessari, perché sono iniziati con tre anni e mezzo di ritardo? E se così urgenti, perché da un mese non vi lavora più nessuno costringendo anche i turisti a schiacciarsi contro le mura della via per cercare di raggiungere Campo dei Fiori, piazza Farnese e le altre vie di questa zona del centro?

Possibile che questo sia il solo scalcagnato e prepotente biglietto da visita con cui si presenta il Comune di Roma con l’azienda che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello? Caro sindaco (o sindaca se preferisce) Raggi, potrebbe chiedere alla sua azienda di mandare qualcuno a fare i lavori e farli pure il più in fretta possibile? Perché sa è anche da queste piccole cose, che pure sono la maggioranza di quelle che accadono in città, che si misura la volontà di cambiare passo, di non trattare i cittadini come inutile e fastidioso orpello che fanno di intralcio ad affari e commesse pubbliche così mal gestite. Ce lo darebbe un segno di risposta?