La Libia dice No ai campi per migranti chiesti dalla UE

 

migranti_LibiaLa Libia è contraria all’apertura sul proprio territorio di campi per i migranti che vogliono raggiungere l’Europa, come invece proposto dai leader europei nel tentativo di limitare gli arrivi attraverso il Mediterraneo. Lo ha detto oggi il capo della diplomazia libica Mohamed Taher Siala nel corso di una riunione organizzata a Vienna dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).

Creare campi in Libia significherebbe che l’Unione europea “si rifiuta di assumere le proprie responsabilità, scaricandole sulle nostre spalle”, ha detto il ministro, sottolineando come tale idea sia anche “lontana dalle realtà sul terreno”, a fronte della guerra civile in atto nel Paese.

Alcuni Paesi europei, in particolare Austria e Ungheria, hanno sollecitato un accordo con Tripoli che consenta di rispedire in Libia i migranti, sul modello dell’intesa raggiunta da Bruxelles con la Turchia. L’accordo prevederebbe anche la costruzione di enormi campi, finanziati e gestiti dall’Ue, dove i richiedenti asilo, respinti o meno, potrebbero e dovrebbero presentare la loro richiesta di asilo e attendere l’eventuale via libera.

Sono oltre 300.000 i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo dall’inizio dell’anno per raggiungere l’Europa; almeno 3.500 sono morti durante la traversata. Alla fine di settembre, l’inviato Onu per la Libia, Martin Kobler, ha riferito di circa 235.000 migranti pronti a partire dalle coste libiche alla volta dell’Italia. (fonte Afp)

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