La linea del Pd sul referendum “è chiara”, esistono “decisioni prese”, ed “esiste una responsabilitĂ verso il Paese ed esiste una linea di partito. Poi un dissenso personale può essere anche accettato, ma un dissenso organizzato no“.
E’ l’avvertimento che il ministro delle Infrastruttire e dei Trasporti, Graziano Delrio, lancia alla minoranza Pd, in un’intervista ad “Avvenire”.Alla domanda esplicita se chi nella minoranza dice no al referendum verrĂ espulso, Delrio risponde: “Anche se qualcuno non è convinto della bontĂ della riforma, siamo contro le espulsioni e per la libertĂ di coscienza. Ma non sono possibili due linee nel partito e non sarebbero accettati comitati per il no dentro il Pd, visto che in Parlamento si è espresso a favore della riforma”. Certo, “se la minoranza chiede discussione e chiarezza avrĂ discussione e chiarezza. Ma a Cuperlo, a Bersani, a Speranza dico l’unitĂ sia vista come un valore. Il Pd può spingere l’Italia solo unito. Può avere forza propulsiva solo se capace di mettere da parte tattiche ed egoismi”
.Come ad esempio, per Delrio, legare il voto al referendum ad eventuali modifiche all’Italicum: “Discutere di legge elettorale è sempre possibile, ma farlo a ridosso del referendum non è giusto, non è coerente. Non servono ultimatum. Dire ‘si cambi l’Italicum o non votiamo il referendum’ è irresponsabile. Ă un colpo basso al Pd e al Paese”. ASKANEWS
