Il nuovo ‘manifesto’ per il cambiamento in Europa è un peggioramento del vecchio

Belgium's PM Van Rompuy arrives at a news conference after being elected EU President during a EU leaders summit in Brussels

 

22 giugno – Sarà pronto al massimo dopodomani e sarà il programma della nuova Commissione Ue. Il documento cui lavora Van Rompuy si intitola – si apprende – “Agenda for the Union in times of change”: la parte più importante, almeno per Roma, è “A Union of jobs, growth and competitiviness”, mirata a sostenere ripresa e occupazione, dando fiato agli investimenti.

Un documento, quello su cui sta lavorando Herman Van Rompuy – che ha ricevuto dall’ultimo vertice Ue il mandato di mediatore nella difficile partita delle nomine – cui è legato, almeno per l’Italia, il risiko delle poltrone europee. Sul lavoro finora portato avanti dal presidente uscente del Consiglio europeo e sui cui gli sherpa delle varie cancellerie sono in queste ore al lavoro per limare il testo, ci sarebbe – secondo fonti che seguono il dossier – un ok di massima di Roma che però “stressa” sulla necessità di dare spazio agli investimenti privati ed al mercato unico dell’energia.

Due elementi fondamentali, rispettivamente per la crescita e la competititività. Sul delicatissimo nodo del rigore, della finanza pubblica, non si punterebbe all’introduzione di un vago concetto di ‘flessibilità’ – che rischierebbe di aprire margini di manovra difficili da gestire anche negli equilibri europei – ma bensì a quello più circostanziato dell’utilizzo dei margini di manovra, già previsti dal Patto di Stabilità e Crescita, per quanto riguarda le riforme strutturali. Tenere cioè in considerazione, nei tempi di rientro nei parametri imposti, dei costi delle riforme strutturali, chieste proprio dall’Europa.

. Al momento sono al lavoro le diverse cancellerie europee. I contributi per l’Italia sono quelli del ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei Sandro Gozi. Quello che ne dovrebbe risultare e’ un ‘manifesto’ per l’Europa che vuole cambiare e che nasce dal colloquio tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel al G7 di Bruxelles.

Van Rompuy, nel documento, sembra aver fatto sua l’impostazione proposta dal premier italiano, prima il metodo e solo dopo i nomi. L’obiettivo: arrivare al vertice di Ypres, il 26 giugno, con un testo il piu’ possibile condiviso sia dallo schieramento progressista che da quello popolare. Ma soprattutto, restituire l’immagine di un’Europa che mostra di aver compreso il messaggio arrivato dal voto del 25 maggio su cambiamento e crescita.

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