Terremoto, niente contributi a chi ha case lesionate date a parenti in comodato gratuito. Il Consigliere regionale Leoni presenta interrogazione ad Errani: âOrdinanza da rivedere per evitare discriminazioniâ
âNiente contributi a chi ha case lesionate a seguito del terremoto cedute in comodato gratuito a parenti. Nellâordinanza del 28 agosto 2012 firmata dal Presidente della Regione Errani, in qualitĂ di Commissario per la ricostruzione, sono stati definiti i criteri per ottenere i contributi. In molti casi nella bassa modenese le abitazioni in comodato gratuito sono date a genitori anziani o parenti in difficoltĂ . Per la Regione Emilia Romagna sono equiparate a case sfitte. Unâequiparazione semplicistica che deve essere rivista. Spesso chi ha concesso unâabitazione in comodato gratuito a parenti lo ha fatto come una sorta di opera caritatevole nei confronti di chi non si può permettere affitti o case in proprietĂ in tempi di crisi economica. A questo punto però i proprietari delle abitazioni date in comodato gratuito dovranno come gli altri affrontare spese considerevoli per ripristinare le abitazioni ma non potranno avere un solo euro di contributo. In piĂš dovranno sistemare altrove i propri parenti che ora, ancor di piĂš dopo il terremoto, non possono far fronte agli affitti o acquistare case in proprietĂ . Una situazione di evidente disagio che riguarda tanti cittadini della bassa modenese e che la Regione non può fare finta di non vedere.
Ho presentato quindi unâinterrogazione al Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, per sapere se abbiano valutato attentamente la decisione di escludere i proprietari delle case date in comodato gratuito a parenti. Ho chiesto inoltre se vi sia la volontĂ di modificare o integrare lâordinanza di ieri prevedendo i contributi per chi ha dato immobili ad uso abitazione in comodato gratuito a parenti. Infine ho chiesto al Presidente Errani se non ritenga di dover procedere ad una valutazione analitica delle varie situazioni di âcomodato gratuitoâ. Lâauspicio è quello di una rapida revisione dellâordinanza anche per non creare disparitĂ di trattamento e anche per evitare futuri contenziosi legali da parte degli esclusi.â
Lo afferma il Consigliere regionale Andrea Leoni alla luce dellâordinanza della Regione Emilia Romagna che non riconosce i contributi a chi ha case lesionate cedute in comodato gratuito a parenti equiparandoli a case sfitte.
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 Di seguito il testo dell’interrogazione presentata in Regione Emilia Romagna
Bologna, 29 agosto 2012
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Al Presidente
dellâAssemblea Legislativa
della Regione Emilia Romagna
SEDE
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
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Il sottoscritto Andrea Leoni, Consigliere regionale,
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in merito
ai criteri per la ricostruzione delle case danneggiate a seguito degli eventi sismici del maggio scorso che hanno interessato le provincie di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna;
considerato
– che nell’ordinanza n. 29 del 28 agosto 2012 del Presidente della Regione Emilia Romagna in qualitĂ di Commissario per la ricostruzione sono definiti modalitĂ e criteri;
– in suddetta ordinanza non vengono riconosciuti i contributi a chi ha case lesionate cedute in comodato gratuito che sono equiparate di fatto a chi ha case sfitte;
– che in molti casi chi ha concesso unâabitazione in comodato gratuito a parenti ha fatto in realtĂ un’opera caritatevole nei confronti di chi non si può permettere affitti o case in proprietĂ in tempi di crisi economica come questo;
– che i proprietari delle abitazioni date in comodato gratuito dovranno comunque affrontare spese considerevoli per ripristinare le abitazioni e non potranno avere un solo euro di contributo;
 – che dovranno comunque sistemare altrove i propri parenti che ora, ancor di piĂš dopo il terremoto, non possono far fronte agli affitti o ad acquistare case in proprietĂ ;
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INTERROGA
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il Presidente della Regione Vasco Errani per sapere:
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1) se sia a conoscenza della situazione sopra descritta e quale giudizio ne dia;
2) se e quali azioni intenda porre in essere per modificare o integrare tale ordinanza prevedendo i contributi per chi ha dato immobili ad uso abitazione in comodato gratuito a parenti;
3) se non ritenga di dover procedere ad una valutazione analitica delle varie situazioni di comodato gratuito anche per non creare disparitĂ di trattamento e anche per evitare futuri contenziosi legali da parte degli esclusi.
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Andrea Leoni

