Teorie stravaganti per rilanciare l’economia

Di Claudio Romiti

Tra gli ospiti dell’ultima puntata di “Piazzapulita“, il nuovo talk politico de La7 condotto dal santoriano Corrado Formigli, Rosaria Bindi detta Rosy ha sparato la sua sciocchezza in termini di rilancio dell’economia. Tra le principali misure per realizzarla, infatti, ha inserito una lotta senza quartiere alla cosiddetta evasione fiscale.

Ciò evidentemente presupponendo che, secondo una fallimentare ricetta keynesiana, aumentando ulteriormente il prelievo “legale” di risorse, lo Stato avrebbe più soldi per creare sviluppo. Ma, a parte questa delirante tesi, personalmente non sono mai stato convinto che il vero problema del Paese fosse l’evasione fiscale, sebbene non si possa negare l’esistenza di una vasto sommerso.

Tuttavia l’idea assai semplicistica secondo cui sconfiggendo radicalmente la nostra propensione ad evadere si risolverebbero molti problemi, tra cui appunto quelli legati alla crescita, mi sembra una vera e propria boiata. In realtà le cose non stanno affatto in questi termini, anche se a molti sinistri demagoghi della nostra italietta continua a far comodo usare il capro espiatorio dell’evasione per giustificare la nefasta propensione del sistema ad espandere senza freni la spesa pubblica.

Chiarisco ora il punto. A mio avviso la questione dell’evasione va inquadrata essenzialmente su un piano morale, nel senso di una equa distribuzione del carico tributario in termini ampi. Va tuttavia evitato, se vogliamo comprendere a fondo il problema, di trattarlo come se fosse un aspetto risolutivo sul fronte del bilancio pubblico e su quello economico generale.

Ciò per un semplice motivo, il quale si può così sinteticamente esprimere: nell’attuale condizione, se si riuscisse paradossalmente quasi ad annullare ogni forma di infedeltà fiscale lo Stato ne ricaverebbe un danno in termini di gettito. Si potrebbe addirittura teorizzare che più l’evasione si avvicina allo zero e più le entrate pubbliche scendono, secondo una logica inversa rispetto a quella sostenuta dai fautori del partito delle tasse.

Tutto questo per almeno due ragioni di fondo, strettamente connesso tra loro. Infatti, in primo luogo -a meno di non tenere i proventi dell’evasione sotto un mattone per anni ed anni- le risorse che sfuggono alla mannaia dei tributi restano per forza di cose nel ciclo economico, fungendo anche da cassa di compensazione per un sistema connotato da eccessiva fiscalità.

Ora, e veniamo al secondo aspetto, la mano pubblica possiede una vasta ed intricata griglia con la quale prelevare ad ogni livello risorse dalla società, per cui ciò che su un piano sfugge, viene in qualche modo colpito su un altro. Sotto questo profilo la tanto bistrattata evasione consente ad alcuni di sopravvivere sul libero mercato, ad altri magari di migliorare molto il proprio tenore di vita, ad altri ancora di arricchirsi.

Ma in tutti questi casi, pur rimanendo il citato problema morale, l’effetto per l’economia e per lo Stato è sempre benefico, almeno entro certi limiti. Per l’economia perchè le somme sfuggite all’erario e rimesse nel ciclo producono un effetto moltiplicatore; e per lo Stato in virtù del fatto che lo stesso effetto moltiplicatore consente di effettuare ai vari livelli ulteriori prelievi.

Se invece, come vorrebbero i paladini del “tax and spending” come la citata Rosy Bindi, il braccio fiscale e contributivo del potere pubblico riuscisse a colpire alla fonte ogni movimento economico, nell’ambito di un sistema che tende a prelevare ben oltre la metà di ogni reddito legale, l’effetto deprimente per il ciclo economico sarebbe fortissimo.

La conseguenza del gettito tributario allargato ancor più negativa. In parole ancora più semplici, ammesso e non concesso di riuscirvi, colpire a fondo ogni forma di evasione, all’interno di un sistema con troppe tasse e aliquote alte, corrisponderebbe esattamente a segare il ramo sopra il quale ci si trova seduti.
Il problema è che soprattutto la componente rappresentata dalla presidentessa del Pd questo ancora non lo ha compreso.

Claudio Romiti

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