Rubava biciclette e poi le rivendeva on line, arrestato straniero

Roma – La vittima, un filippino di 48 anni, si è presentato negli uffici del commissariato Salario Parioli dove ha denunciato il furto della propria bicicletta avvenuto in via Nemorense nella stessa mattinata. L’uomo si è però insospettito quando, dopo qualche ora, ha visto pubblicato, in un sito di vendite on line, un annuncio per la vendita della stessa bicicletta che gli era stata appena sottratta. La vittima, a quel punto, ha inviato al “venditore” un messaggio finalizzato a constatare la veridicità dell’annuncio, fissando con lui un appuntamento proprio a casa dell’uomo, che gli ha chiesto 600 euro per la vendita della bici.

Durante lo scambio dei messaggi, il presunto venditore ha fornito la propria utenza telefonica che, dai successivi accertamenti svolti dagli investigatori del commissariato, è risultata essere intestata ad un cittadino di El Salvador di 42 anni.

Accertato il suo domicilio i poliziotti del commissariato si sono avviati, insieme alla vittima, verso il domicilio dello stesso. Durante il tragitto, contattato telefonicamente il 42enne ha riferito di trovarsi fuori città per lavoro ma che sarebbe stata la moglie a mostrargli la bici, oggetto della vendita.

Ed è stata proprio la donna, 30enne anche lei salvadoregna, che, uscita di casa, ha mostrato la bicicletta al denunciante. Quest’ultimo l’ha riconosciuta senza ombra di dubbio anche per la presenza di due fori sul manubrio indicati anche nella denuncia appena presentata.

A quel punto gli agenti hanno proceduto all’identificazione della donna e, dopo aver contattato anche il marito, questo ha giustificato il possesso del mezzo dicendo di averlo avuto da uno sconosciuto con il quale aveva effettuato uno scambio durante la mattinata. Aggiungeva inoltre che la sua attività consiste proprio nell’acquistare, riparare e poi rivendere biciclette.

Durante le verifiche i poliziotti hanno sequestrato altre 9 biciclette di sospetta provenienza furtiva per le quali si provvederà a ricercarne i legittimi proprietari.

Per la coppia di coniugi, invece, è scattata la denuncia per ricettazione all’Autorità Giudiziaria.

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