Beirut, Meluzzi: Medioriente in condizioni di grande vulnerabilità

Il prof. Alessandro Meluzzi commenta le esplosioni avvenute a Beirut, che hanno causato oltre 100 morti, migliaia di feriti e circa 300mila persone rimaste senza casa. A prescindere dalle cause e dalle eventuali responsabilità, Meluzzi ritiene indispensabile il dialogo con la Russia per evitare che il Medioriente precipiti “in situazioni terribili”.

“Amava ripetere il grande intellettuale francese André Malraux che la prima vittima della guerra è l’innocenza e la seconda, di conseguenza, è la verità. Non si può non parlare del terribile fatto di Beirut escludendo la possibilità, che peraltro è diventata una verità per la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, che si sia trattato di un atto di guerra.

Quale che sia stata l’origine di questa sorta di attentato, che sembra fatto con una valigetta nucleare portatile, una di quelle bombe ad altissimo potenziale, le bombe sporche da trasporto – si può fare un’esplosione nucleare con uno zaino di 25 chili e quella esplosione sembra avere un potenziale immenso, ma le tecnologie sono talmente raffinate in questo campo, che è difficile avere la verità.

Più difficile pensare agli esecutori o ai mandanti. Gli Hezbollah stanno preparando attentati in Israele con missili ad elevata gittata e chissà quale contenuto. Chissà che i servizi israeliani non abbiano pensato di far saltare un deposito che era già pronto e contenente chissà che. E chi muove burattini e burattinai? Certamente il Libano è una immensa ed esplosiva pentola che può scoppiare in quasiasi momento. Certamente il Medioriente è in condizioni di grande vulnerabilità e di grande apertura a qualsiasi situazione terribile.

Io credo che il bacino Mediterraneo abbia bisogno, in questo momento, di un’autorità nuovamente americana forte e che un dialogo con la Russia sia indispensabile. Senza la ripresa di questo dialogo, credo che la polveriera del Medioriente possa esplodere in qualsiasi momento e certamente i fatti di Beirut non sono un’esplosione di fuochi artificiali e forse neanche di un derivato dell’ammonio stoccato lì, per chissà quale ragione, in un porto. Credo che purtroppo ci sia ben altro, ma saranno i fatti a dircelo, senza complottismo, ma con semplice realismo. Buona giornata.”

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