Confindustria attacca il governo: in Italia non viene raccontata la realtà

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ROMA. Bonomi attacca il presidente dell’Inps, «che si è permesso di insultare le imprese non ha ancora risolto il problema della casa integrazione», e quindi «dovrebbe dimettersi», e poi torna a bacchettare il governo. Anche perché, di fronte alle minacce arrivate nei giorni scorsi ad esponenti lombardi dell’associazione, non c’è stata quella manifestazione di solidarietà forte e corale che Confindustria si aspettava. In Italia «é tornato pericoloso affermare le nostre idee, i nostri valori», commenta laconico Carlo Bonomi.

«Siamo in un Paese dove la realtà non viene raccontata», attacca Bonomi. «Nessuno ha l’interesse, il coraggio, la volontà, di dir quale è la realtà, cosa ci aspetta in autunno. E voglio riferirmi solo ai temi economici e non a quelli politici da cui voglio sempre restare fuori» aggiunge.



La realtà che vede il presidente di Confindustria è una situazione in cui «non c’è un programma di azioni con indicazioni generali», ma dove si sparano «nomi roboanti», come Dl semplificazioni, riforma del fisco e diritto sociale, degli ammortizzatori sociali. «Ma fatti come? Non basta il nome roboante, mi devi dire quale obiettivo vuoi raggiungere, cosa ci aspettiamo, come lo vuoi fare». Con risultato che con “questo insieme di realtà infinite di interventi su ogni ambito della vita italiana non indica delle priorità. Mostra invece l’ampiezza dei problemi aperti che abbiamo come Paese». […]

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