Fca chiede all’Italia un prestito pubblico di 6,3 miliardi

Fca ha confermato di aver avviato la procedura per chiedere una linea di credito per tre anni a Intesa Sanpaolo con la garanzia della Sace, quindi dello Stato, fino a 6,3 miliardi ossia il 25% del suo fatturato. E promette che con tali risorse punta essenzialmente a rilanciare l’automotive italiano, messo a dura prova dall’emergenza sanitaria ed economica da coronavirus. Quella della garanzia è un’agevolazione prevista dal Decreto Liquidità: le aziende colpite dal coronavirus e che hanno riscontrato perdite possono accedere al Fondo Garanzia a patto che rispettino i livelli occupazionali e che non distribuiscano dividendi, cosa che Fca ha annunciato la settimana scorsa.

Un grosso ostacolo politico deriva dal fatto che la casa automobilistica nel 2014 ha trasferito la sua sede legale ad Amsterdam e fiscale a Londra, perché nel Regno Unito l’imposta sui redditi è al 20%, contro il 24% italiano. In sostanza Fca non paga imposte corporate in Italia, ma chiede soldi allo stato italiano.

Il Pd non sembra intenzionato scindere la questione aiuti di stato dalla questione fiscale. Il vicesegretario Andrea Orlando: “Un’impresa che che chiede ingenti finanziamenti allo Stato italiano riporta la sede in Italia. Attendo strali contro la sovietizzazione e dotti sermoni sul libero mercato”.

Duro anche Carlo Calenda di Azione: “Ovviamente la sede legale e fiscale torna a Torino. Perché altrimenti andremo sul surreale”. Giuseppe Conte ha osservato che “nel caso di Fca stiamo parlando – al di là della capogruppo – di società che sono in Italia, sono fabbriche italiane, lavoro italiano, producono in Italia e occupano tantissimo lavoratori”.

FCA ha tenuto ha ricordare che impiega in maniera diretta 55.000 persone e 200.000 posti di lavoro nelle 5.500 società fornitrici italiane. Altri 120.000 posti di lavoro in 12.000 imprese sono coinvolti nei concessionari e nell’assistenza.

I sindacati sono più preoccupati del futuro dei lavoratori. Nel decreto rilancio, azienda e organizzazioni sindacali sono rimasti delusi per la totale assenza di misure per il sostegno al mercato dell’auto”, riferisce Marco Bentivogli,segretario generale della Fim Cisl. “Il governo purtroppo ha confermato come linea di politica industriale il sostegno all’acquisto di monopattini e biciclette. In un momento in cui Francia e Germania stanno sostenendo con forza l’automotive riconoscendo il valore che rappresenta per le rispettive economie e l’occupazione”. La Fiom ha definito “urgente” che il Governo convochi i tavoli sui settori strategici con i sindacati e le imprese, a partire dall’automotive. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/fca-prestito-granzia-sace-e6ab31be-ac09-409b-a71d-e62b0b748540.html

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