Conte è la maschera della dittatura europea. La spada è l’Euro

L’uso cinico del coronavirus. Come in un teatro, le bare distese su un palco, e dalla porticina dell’Unione europea si affaccia Conte. Ha il mandato di madame Lagarde, della Von der Leyen. E di tutti quelli che contano. Allargano i cordoni della borsa per ingoiarci e poi comandare in casa nostra. Il destino è segnato. Si chiama anticamera della dittatura europea se non si fermano. Sanno di poter contare su un clima sociale. L’Italia chiede rapidità di decisione. I dieci giorni per realizzare l’ospedale di Wuhan sono leggendari. A Roma ci vollero quarant’anni per aprire il Sant’Andrea. È la scusa per tenere chiuso tutto. Ma arriverà il Salvatore della Patria.

Arriverà al momento giusto Conte, spinto dai boiardi di Bruxelles, quando saremo stremati dal conto dei morti. Tutte le sere in televisione, a reti unificate, sarà proprio lui a pretendere pieni poteri.

Un cronista scrupoloso come Guido Giraudo ha messo nero su bianco questi timori che pensavamo frullassero solo nostra testa reclusa ai domiciliari di salute, per non ammalarci. E non conoscevamo quella legge sulla sicurezza cibernetica presentata in Parlamento: chi comanda potrà disattivare internet con l’alibi della fakenews, il più facile da fabbricare.

Mattarella ha compreso il gioco. Per alcuni – abituati a Napolitano – il presidente della Repubblica è un altro tessitore di trame. Ma quel richiamo forte all’Europa, il rifiuto di immaginare ostacoli alla nostra ripresa, ha fatto ritrovare tutti insieme dalla stessa parte dopo le sciagurate parole della Lagarde, la presidente della Bce.

Ma alla signora interessavano più le premurose e servili rassicurazioni del ministro Gualtieri che le parole di Mattarella. E nessuno nella maggioranza Pd-M5S ha osato pretendere la testa della Lagarde. Il Pd perché complice; i grillini perché inconsapevoli.

In Europa comandano e usano il coronavirus – In Europa lo sciacallo comanda. Sotto varie forme, ma la spada si chiama euro e pretende di dominarci. È la stessa storia del Mes: quando vai sotto, i soldi che hai dato te li prestano solo se si rischia la stabilità della moneta europea, mica per salvarti la pelle. È un gioco spietato nel nostro momento più drammatico.

Proprio il SalvaStati – che poi è un SalvaBanche, le loro – ne è la dimostrazione. Domani l’Eurogruppo avrebbe voluto discuterlo con priorità. La sollevazione di tanti – nel tempo del coronavirus – ha indotto i signori dell’Europa a infilare la discussione per la ratifica del Mes nelle cosiddette “eventuali e varie”. Un governo sovrano dovrebbe pretendere la cancellazione del punto. Perché anche se si rinvia sarebbe solo agonia e non soluzione.

Proprio questo atteggiamento fa nascere il sospetto che Giuseppe Conte sia la maschera che ci stanno propinando nel nome della dittatura dolce, tintinnante, quella della moneta che decide al posto della democrazia. Solo così potranno privarci del patrimonio della Nazione e dettarci le loro condizioni infami.

Non rendersene conto – o meglio fingere di non rendersene conto – è atto ostile all’Italia. È colpo alla libertà. È la fine di un sogno. Perché noi all’Europa ci abbiamo creduto sin da giovani. Ma non per consegnarla nelle mani di chi pratica usura nel periodo più difficile della nostra storia. Siano maledetti.

Francesco Storace – – www.secoloditalia.it

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