Coronavirus, assalto ai supermercati. Conte: “non siamo in carestia”

Scaffali vuoti, carrelli pieni, persino qualche litigio per accaparrarsi l’ultima confezione di acqua: è stata una domenica d’assalto ai supermercati, a Milano e in Lombardia, dopo che la Regione ha deciso di chiudere scuole e posti di ritrovo per l’emergenza coronavirus. I primi a mettersi in coda alle casse, domenica mattina, sono stati gli abitanti di Casalpusterlengo, che si trova nell’area dove da sabato vige il divieto di ingresso e di uscita per contenere il contagio del Coronavirus. Con guanti e mascherine, in molti hanno riempito i carrelli con spese che possono durare anche per alcuni giorni.

Nei comuni della provincia di Lodi interessati dalle limitazioni – ha reso noto la prefettura – sono comunque “da ritenersi essenziali” e quindi “escluse dalla sospensione dell’attività lavorativa e di trasporto” le attività commerciali di “supermercati, ipermercati, negozi alimentari e quelle connesse al trasporto connesse al rifornimento di prodotti alimentari in quanto tese all’approvvigionamento di beni di prima necessità per la popolazione”.

A Sesto San Giovanni, invece, sono stati chiusi due centri commerciali dopo che un residente di 78 anni è risultato positivo al coronavirus. Affluenza ben sopra la media ai punti vendita di Coop Lombardia dove gel e mascherine sono stati esauriti nelle prime ore di apertura. La corsa alla spesa ha travolto anche Milano: all’Esselunga di via Cena carrelli pieni e scaffali di conserve vuoti. Per qualcuno “è pazzesco che sia tutto vuoto, un’esagerazione. La gente fa la spesa come se fossimo in guerra”, ma poi la paura della quarantena travolge tutti. E si amplifica con le foto degli scaffalo vuoti condivise sui social.

Durante la trasmissione “Che Tempo Che Fa” il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sottolinea che “non c’è alcun motivo di preoccupazione”: niente corsa all’accaparramento perché “non siamo di fronte a una carestia alimentare”. “Adotteremo tutte le misure per assicurare il costante approvvigionamento alimentare della popolazione, che deve stare tranquilla, sia perché ci sarà un’assistenza sanitaria costante sia perché interverremo per gli approvvigionamenti”, dice ancora Conte. Analogo ragionamento per l’aumento dei prezzi per i disinfettanti delle mani, criticato come “speculazioni che condanniamo fermamente”. www.rainews.it

Coronavirus, Conte annulla le tappe in Romagna

Condividi