Tunisino appena sbarcato occupa garage e aggredisce l’anziana proprietaria

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Perugia, 26 gennaio 2020 – Si era nascosto nel garage di un’anziana donna, a Ponte San Giovanni, e quando è stato scoperto dai carabinieri ha spintonato la poveretta (ferendola seriamente) e cercato di picchiare i militari che per questo lo hanno arrestato. Protagonista un diciannovenne tunisino, senza documenti, senza domicilio e arrivato in Italia probabilmente solo da una settimana.

Come scrive la Nazione, è accaduto in via Catanelli l’altro ieri, quando la 84enne si era accorta che in garage – secondo quanto riportato nella denuncia – c’erano degli estranei. Per questo ha chiamato il 112 e gli uomini coordinati dal maresciallo Mirko Fringuello (comandante della stazione di Ponte San Giovanni), sono subito arrivati sul posto. Scendendo in garage si sono accorti che c’era un uomo adagiato su una brandina che dormiva ed è quando hanno chiesto al giovane le proprie generalità, che la reazione è stata inaspettata e violenta: lo straniero ha infatti cercato di scappare e ha spintonato in modo violento l’anziana, facendola finire a terra.

La donna ha dato una botta tremenda alla spalla, riportando – secondo quanto riferisce il referto medico del pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia – la lesione al capolungo bicipite sinistro, con una prognosi di addirittura 40 giorni. Un aggravante questa, proprio l’età avanzata della poveretta incapace minimamente di difendersi.

Ma non è finita qui, perché una volta spintonata l’anziana, il 19enne si è avventato sui due carabinieri per cercare di fuggire: c’è stata una violenta colluttazione, con il giovane che ha sferrato calci e pugni verso i militari, che alla fine sono riusciti a bloccarlo ma nonostante questo ha continuato a cercare di divincolarsi. Una volta portato in caserma il tunisino ha raccontato di essere minorenne e di avere soltanto 15 anni, ma gli accertamenti effettuati dal Dipartimento diagnostica dell’ospedale, hanno rivelato che la sua età era superiore e che certamente era maggiorenne.

E in effetti, durante l’udienza di convalida dell’arresto, ha rivelato – con l’aiuto di un traduttore – di essere nato nel 2000 e di essersi calato l’età e cambiato per ben due volte anche il nome, per il timore di essere espulso dall’Italia visto che – come detto – era arrivato da pochi giorni e non aveva né casa, né lavoro.

Nei suoi confronti le accuse sono di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, falsa identità. Tutti elementi – uniti all’incombente pericolo di fuga – che hanno portato il giudice Emma Avella a non concedergli i domiciliari – come aveva chiesto il suo legale – e a decidere per la custodia cautelare in carcere. Il 19enne sarà processato per direttissima giovedì prossimo.

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