Eurobarometro: il 63% degli italiani non vuole stare nella UE

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Per fortuna che il sondaggio è stato condotto dalle istituzioni dell’Unione europea, altrimenti le solite sinistre, a cui va aggiunto con una virata di cento ottanta gradi rispetto quanto ha sempre sostenuto anche l’M5s, avrebbero subito urlato denunciandone la “manipolazione”. Ebbene: l’Italia è tra i sei paesi attualmente facenti parte dell’Unione europea dove sono molto meno della metà i cittadini che ritengono che l’adesione alla Ue sia positiva. E’ quanto emerge dal sondaggio dell’Eurobarometro commissionato dal Parlamento europeo e diffuso ieri.

In tutti gli Stati membri, è più probabile che gli intervistati considerino l’appartenenza all’Ue una “cosa positiva” piuttosto che una “cosa negativa”, ma solo in quattro nazioni, oltre tre quarti degli intervistati si esprimono in modo positivo sull’Ue: Lussemburgo (83%), Irlanda (81%), Germania (79%) e Paesi Bassi (78%).



In cambio, vi sono sei nazioni in cui molto meno della metà degli intervistati considera positiva l’adesione del proprio paese all’Ue: nella Repubblica Ceca solo il 36%, in Italia solo il 37%, in Grecia solo il 42%, in Croazia solo il 44%, in Slovacchia solo il 46% e infine c’è il Regno Unito con il 49% a favore della Ue e il 51% contro.

E peraltro nel Regno Unito c’è anche la più alta percentuale di intervistati che vedono l’adesione all’Ue come una sciagura: quasi un terzo dei cittadini la giudica “una cosa molto negativa” (28%).

Il sondaggio di Eurobarometro si è tenuto contemporaneamente in tutte le nazioni che oggi aderiscono alla Ue ed è stato pagato dall’Unione europea.

Il dato italiano dovrebbe fare profondamente riflettere l’attuale governo, a partire da una banale constatazione: il 63% degli italiani esprime un giudizio negativo sulla Ue e sull’appartenenza dell’Italia alla Ue, mentre i due partiti che oggi occupano palazzo Chigi sono entrambi al servizio della Ue e proni alla Ue. Quindi, Pd e M5s col loro agire rappresentano solo una minoranza degli italiani, contro una vasta maggioranza che viene tradita dal governo su questioni fondamentali per la nazione.

Questa violenta contraddizione tra i cittadini italiani e il governo italiano allarga a dismisura la distanza tra il palazzo del potere e il popolo. La storia insegna che questo è il modo per distruggere la democrazia.

Redazione Milano – – Il Nazionalista



   

 

 

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