Capito il radical chic? Paolo Gentiloni se la spassa sullo yacht di De Benedetti

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Vorremmo capire la differenza tra gli yacht.
Tra quello che chiameremo De Benedetti-Gentiloni e l’ altro a nome Daccò-Formigoni.
Caso 1. Questa estate l’ ingegner Carlo De Benedetti, con signora, ha invitato il conte Paolo Gentiloni Silveri, sempre con signora, a passare una settimana di ardita e serena navigazione sul suo yacht battente bandiera di Cayman. I ricchi dicono: la mia barca. Più che altro è un piroscafo. Si chiama My Aldabra, ed è lungo 51 metri. Il poco sventurato Gentiloni rispose di sì. Lo ha raccontato Lettera 43, direttore Paolo Madron.

Dopo la sobria e confortevole crociera, Gentiloni è diventato commissario europeo con delega all’ economia. Un campo in cui l’ Ingegnere ha lasciato molte impronte, non tutte bellissime. Esempi? Qui ne basti uno. L’ 11 gennaio 2017 Il Sole 24 ore offre questo titolo: «Caso Siena. Ecco la lista dei grandi debitori insolventi di Mps». Carlo Festa e Fabio Pavesi scrivono: «Tra i protagonisti di spicco più emblematici figura sicuramente la famiglia De Benedetti e la sua Sorgenia. Emblematica per dimensioni e per quel ruolo innaturale che ha svolto Mps. La Sorgenia si è indebitata per 1,8 miliardi con il sistema bancario. La sola Mps, chissà come, si è caricata di ben un terzo di quel fardello. Seicento milioni erano appannaggio del solo istituto senese che ha fatto lo sforzo più ingente rispetto al pool di 15 istituti che avevano finanziato la società elettrica finita a gambe all’ aria. I De Benedetti capita l’ antifona della crisi irreversibile non si sono resi disponibili a ricapitalizzare come da richiesta delle banche. Alla fine il “pacco” Sorgenia è finito tutto in mano alle banche».



Traduco per il plebeo che sarei io, e se sbaglio correggetemi: Sorgenia di De Benedetti & family si è rivelato una ciclopica patacca per la quale lor signori però non si sono levati dalle tasche neppure un franco svizzero. Sorgenia ha succhiato quasi due miliardi agli istituti di credito italici, tra i quali la mammella suprema è stato il Monte dei Paschi di Siena, una premiata latteria per i De Benedetti che ha provveduto alla fornitura di 665 milioni di euro pronta cassa.
Chi ha pagato i debiti di Mps, tra cui quella cifretta di cui sopra? Gli italiani, tutti e 60 milioni, fra i quali De Benedetti? No, lui no, essendo, per ragioni di riconoscenza, cittadino svizzero.
Chi in particolare ha deciso il salvataggio di Mps, in accordo con l’ Europa? Il governo Gentiloni, durante l’ estate del 2017. Ma va’?

Tutti in barca – Particolari curiosi. Mps è da sempre la banca rossa, controllata cioè dalla sinistra ed in particolare dal Pd.
De Benedetti è la tessera numero 1 del Pd. Gentiloni è tuttora il presidente del Pd.
Crociera di riconoscenza?
Lo escludiamo vigorosamente. Gentilezze tra signori, tazzine di tè con una nuvola di latte. Quanto zucchero?
Nessuna malizia da parte nostra, non siamo mica pm. Ci piace però la descrizione di questa barchetta che ne offre sul sito internet il cantiere che l’ ha progettata e costruita. «Lo scafo è in acciaio a pieno dislocamento, in grado di navigare in acque oceaniche. Grazie ai 2 motori marini diesel Caterpillar 3516B, lo Yacht riuscirà a raggiungere i 17 nodi di velocità massima. Molto confortevole nei suoi ampi spazi interni ed esterni, questa imbarcazione accoglierà fino a 12/14 ospiti, oltre agli 11 membri dell’ equipaggio». Aggiunge: «Esternamente, questo gioiello del mare (di 51 metri) offre linee decisamente moderne, che gli conferiscono un aspetto sportivo e, al tempo stesso, molto sobrio ed elegante».
Figuriamoci se poteva non essere sobrio ed elegante codesto barchino. Siamo incantati. Bravo l’ Ingegnere e bravo il conte. De Benedetti ha poi parlato malissimo del governo Conte dalla Gruber, tre giorni fa. Ma non ha profferito verbo sull’ altro conte, quello di Tolentino.
Caso 2. Qui mi diffonderò di meno perché la vicenda è più nota. E mentre la prima vicenda esprime la pura essenza dello stile e della classe, quest’ altra è al quanto triviale. In sintesi. Roberto Formigoni fu ospite di tale Pierangelo Daccò sullo yacht per «vacanze da sogno» (Il Fatto quotidiano).

Daccò aveva rapporti d’ affari con la Regione. Le aziende ospedaliere lombarde che rappresentava (San Raffaele Monte Tabor di Milano e Maugeri di Pavia) ebbero sovvenzioni per 665 milioni. No, sbagliato, mi si sono ingarbugliati i diti come a Fantozzi. 665 (seicentosessantacinque) sono i milioni dati da Mps a Surgenia. 84 (ottantaquattro) invece quelli corrisposti dalla Regione Lombardia ai citati ospedali privati in corrispondenza di servizi pubblici. Furono fondi deliberati secondo procedure che nessun tribunale ha giudicato irregolari.

Che dire? Non si fa. Non si va in barca, gratis, con amici che hanno relazioni dirette o indirette con l’ istituzione che si sta reggendo pro tempore. È certo un’ imprudenza sciocca, una leggerezza cretina. Con la stessa serietà aggiungo che la condanna per corruzione in via definitiva a 5 anni e 10 mesi, è una sentenza lunare, nel senso che non sta né in cielo né in terra. La si accetta, per carità, ma prima di me il direttore Vittorio Feltri l’ ha indicata come un’ ingiustizia. Uno sproposito.

Maxi e mini – A proposito di questo sproposito. Gentiloni ha conservato la ricevuta del pesce o del gasolio? Scherzo, ovvio. Non ce n’ è bisogno. Mica è andato sulla barca del «faccendiere» Daccò, e neppure è stato eletto dal centrodestra. Oltretutto, che barcarola pitocca quella su cui si è imbucato il Formiga, roba che la upper class non ci appoggia neppure il piedino. Si chiamava «Ojala, un Ferretti 70, maxi-yacht da oltre 20 metri» (Il Fatto quotidiano, 19 luglio 2012). Maxi de che?
Maxi cono gelato. Leggiamoci piuttosto per ripulirci gli occhi la descrizione un tantino minimalista del My Aldabra: «Una delle principali caratteristiche di questa imbarcazione, dalle linee interne estremamente moderne, è la zona da pranzo, insolitamente situata sul ponte timoneria, che attraverso l’ ampia vetrata scorrevole, offre una spettacolare vista sul mare. Il tavolo da pranzo, in grado di ospitare fino a 12 commensali, vanta una base in marmo dal design estremamente innovativo, sapientemente alleggerita dal top in cristallo trasparente. Un ascensore collega, infine, tutti e cinque i ponti, dal Top Tank Deck fino al Sun Deck». Formigoncino, ce l’ avevi te l’ ascensorino sul barchino?

di Renato Farina – –   www.liberoquotidiano.it



   

 

 

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