“L’odio è ciò che ci tiene in vita quando si presenta un pericolo”

L’ODIO – Dal capitolo “Spettro dell’umore: dai sentimenti somatici ai sentimenti etico-spirituali“, capitolo da me scritto per il Trattato italiano di Psichiatria, 3 ed., Lo spettro dell’umore, Masson-Elsevier, 2008. Paolo Cioni

Oggi, con le manipolazioni in corso, sembra di particolare attualità.

L’odio è un sentimento complesso, prodotto delle emozioni della paura e/o del disgusto e che possiede un elevato valore motivazionale per la sopravvivenza. Trova la sua sede nei centri cerebrali più antichi e può essere attivato senza raggiungere la coscienza. Negli altri si riesce a vedere quest’emozione meglio di quanto non si possa riconoscerla in se stessi. Secondo Nuenke l’odio è ciò che motiva le tribù a formare alleanze, è l’anticipazione della gioia della vittoria sui nemici, è la paura mascherata da eccitamento per la conquista finale e può essere conservato a lungo. Recede solo quando il nemico è stato conquistato e la minaccia non è più attuale.

È ciò che ci tiene in vita quando si presenta un pericolo, valutato con un senso di paura e disgusto per l’altro. C’è aldilà del controllo soggettivo immediato e va sublimato e mascherato. Si sa poco della neurochimica dell’odio, in confronto all’ansia e alla depressione.
La tendenza della società attuale al politicamente corretto tende a negarne la parte importante che ha nella vita dell’uomo.

L’odio è la strategia arcaica e innata dell’essere umano di rispondere all’attacco e non viene attivato finché non si sperimenta l’emozione di paura e disgusto. Queste emozioni esistevano prima dell’elaborazione del linguaggio. Molte aree del cervello, inclusa l’amigdala, sono implicate in emozioni responsabili dell’abilità umana di leggere l’intenzionalità degli altri. La capacità di sperimentare l’emozione dell’amore o dell’odio non è appresa; è solamente scatenata in modalità predeterminate da alcuni eventi e non da altri e si può decidere di cambiare il modo in cui si percepisce l’ambiente.

I sentimenti stessi sono reali ed esistono per buone ragioni. Le emozioni negative sono le più reali. La violenza è la più negativa e implica la mobilitazione sistemica di un organismo, la trascendenza di regole sociali e forse un trionfo sul pericolo. È anche una delle più facili per attivare gli esseri umani ed è purtroppo particolarmente soggetta a essere innescata tramite manipolazioni da parte di leader spregiudicati.”

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Chi pretende di fare la lotta all’odio riducendovi al silenzio e all’impotenza, vi vuole morti. SAPPIATELO!

Questa non è la lotta all’odio, ma alla nostra ostinazione di essere vivi. Malgrado tutto, malgrado loro.