GdF e Capitaneria sulla Sea Watch, “Ong non decidono chi entra in Italia”

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Sulla Sea watch è salito a bordo, su disposizione dell’autorità giudiziaria, il personale della Guardia di Finanza e della Capitaneria per procedere al sequestro della nave. “La magistratura faccia come crede, ma il Viminale continua e continuerà a negare lo sbarco da quella nave fuorilegge“.

Il ministro dell’Interno “si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise sui presunti scafisti presenti a bordo. Resta un tema fondamentale: la difesa dei confini nazionali e l’ingresso in Italia di un gruppo di sconosciuti dev’essere una decisione dalla politica (espressione della volontà popolare) o di magistrati e ong straniere?”.

Il Viminale sottolinea che la vicenda della Sea Watch “conferma una volta di più l’urgenza di approvare il Decreto Sicurezza Bis già nel Consiglio dei ministri di domani (20 maggio), per rafforzare gli strumenti del governo per combattere i trafficanti di uomini e chi fa affari con loro”.  liberoquotidiano.it

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