“Migranti traumatizzati dai viaggi della speranza soffrono di stress”

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Migranti economici e richiedenti asilo subiscono spesso nei Paesi d’origine, ma soprattutto nei loro viaggi della speranza, tanti e tali traumi da soffrire non di rado di disturbo da stress post-traumatico o di altri disagi psichici. Lo evidenzia l’associazione di psicoterapeuti Emdr, presieduta da Isabel Fernandez, che sollecita maggiore attenzione per la salute mentale di queste persone. Un modo per prevenire, con costi sociali e sanitari molto inferiori, drammi come quelli causati nel 2013 da Adam Kabobo, il ghanese che a Milano seminò il terrore nel quartiere di Niguarda ammazzando tre passanti a colpi di piccone senza motivi apparenti.

“Sicuramente è un modo per evitare che queste cose si riattivino in situazioni che non c’entrano niente. Per esempio in termini di violenza, di violenza domestica, che possono essere altri campi in cui tutti questi disturbi si possono manifestare quindi stiamo investendo in salute anche per le prossime generazioni con queste persone”.



L’associazione Emdr, che in 20 anni ha assistito in Italia 20.000 persone, dalle vittime dei terremoti a quelle del Ponte Morandi, sottolinea i vantaggi del proprio metodo terapeutico, che sfrutta la stimolazione oculare per contribuire a ristabilire l’equilibrio della psiche. “Funziona con bambini, con anziani, con adolescenti e anche con persone di diverse culture”. Tutto sta nel rielaborare l’evento traumatico, fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi, passando anche attraverso i movimenti degli occhi tipici del sonno Rem, quello durante il quale le persone sognano.  ASKANEWS

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