Il ricatto dei Rom: se non sistemate il campo non mandiamo i bambini a scuola

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I bambini come merce di scambio. «Non li manderemo più a scuola finchè non avremo luce e sicurezza. Voi avete il potere di mettere a posto le cose. Fatelo». Capita al campo rom di Asti, in via Guerra. I problemi sono dovuti al nuovo regolamento che impone il pagamento della luce con due contatori intestati ai capofamiglia. Sono loro a dovere incassare le quote da tutto il campo. Non tutti pagano e questo genera una lotta intestina e la sospensione del servizio.

A parlare è Elvis: «Finchè qui è così, nessuno bambino si muove. Dove è l’assessore Coppo? Vogliamo vederlo in faccia, perchè non è qui con voi?» Il riferimento è al fatto che, nonostante i ripetuti inviti, non sono state firmate le autorizzazionio alla richieste delle piazzole. Così il campo ora risulta abusivo.

Il problema sono tanti problemi. Anche il pulmino che ogni giorno fa la spola per portare i bambini del campo a scuola. Sono 60 e frequentano o dovrebbero frequentare asili,elementari, medie: Collodi, De Benedetti, Gramsci, Pascoli, Savio, Frank, Parini e Jona.

Dall’8 marzo il pulmino è stato sospeso perchè l’autista, e non una volta soltanto, è stato aggredito dai ragazzini: preso a pugni, un piatto in testa, sputi, lancio di pietre. E tutto ciò ha messo in pericolo non solo la sicurezza dell’autista ma anche quella dei bimbi. I sindacati hanno protestato e il Comune ha sospeso il servizio.

I genitori si sono ammutinati. Niente pulmino? Niente bimbi a scuola. E hanno tentato di andare oltre usando i figli come merce di scambio per ottenere servizi.[…]

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