Le carte delle Coop rosse: altro che solidarietà! è solo questione di soldi

Sale la protesta del mondo delle cooperative dell’Emilia-Romagna per il giro di vite voluto dal ministero dell’Interno sui bandi per i servizi di accoglienza agli immigrati. In una nota congiunta, le Associazioni cooperative Legacoopsociali Emilia-Romagna, Confcooperative Emilia-Romagna e Agci Solidarietà Emilia-Romagna si lamentano in particolare per le novità introdotte dal decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini che costringeranno le coop interessate al business dell’accoglienza a rivedere radicalmente i propri guadagni.

Nel nuovo schema di capitolato di gare di appalto che riguarda “la fornitura di beni e servizi per la gestione e il funzionamento dei centri di prima accoglienza per richiedenti protezione internazionale”, vengono “radicalmente rivisti i servizi – scrivono i responsabili delle coop – con una riduzione della qualità degli stessi e il rischio di disperdere il grande patrimonio etico e materiale rappresentato dalla buona accoglienza che cooperative sociali, associazioni, Enti locali, enti religiosi e laici, singoli cittadini hanno saputo realizzare in tanti anni”.

Leggi: Il documento congiunto delle coop dell’Emilia-Romagna

Uno degli aspetti che più preoccupa i vertici delle coop è l’esclusione dalla copertura delle spese del nuovo capitolato come quelle per “l’allestimento e la manutenzione delle strutture e la fornitura di farmaci e prestazioni sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale”. Infine, aggiungono le coop: “Non sono previsti l’utile di impresa e le spese generali, ponendo – dicono – dei dubbi virca la congruità della base d’asta”. Le coop dovranno quindi rivedere i propri costi e organizzare le strutture temendo così un drastico calo anche nei guadagni incassati nell’organizzare i centri di accoglienza, gli incassi previsti quindi saranno più bassi rispetto al passato.  (www.liberoquotidiano.it)

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