Scorte: lo Stato protegga chi ne ha diritto

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Scorte o non scorte, i fondamentalisti, come già i mafiosi, arriveranno a Roma. Ma lo Stato protegga chi è in pericolo.

“Questo è un Paese che ha troppe scorte, dobbiamo dircelo. Sono troppe e siccome le risorse sono poche forse una riconsiderazione la dobbiamo fare, fuori da strumentalizzazioni, automatismi e commenti da strada”. Lo ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli “Dobbiamo uscire fuori – ha aggiunto – dagli automatismi per cui l’incarico che si ricopre presuppone la scorta e rispettiamo chi si assume la responsabilità di decidere”.

Salvini a Radio Anch’io ha chiosato: “Ho sulla scrivania una revisione della modalità di gestione delle scorte perché sono più di 2mila gli uomini in divisa al giorno che proteggono Tizio o Caio. Il ministro ovviamente non fa scelte politiche, per cui io non dirò toglietela a Tizio o a Caio, però ci sono alcuni provvedimenti di scorta che sono vecchi di 10-15 anni che non hanno più alcun senso e sicuramente recupereremo poliziotti e carabinieri. Entro la settimana prossima firmerò questo provvedimento”.

Personalmente sono più che d’accordo. Sono anni che lo vado dicendo e scrivendo. Impegnare 2.500 uomini e donne delle FF.OO (2070 effettivi, gli altri nell’indotto) per portare i figli di Tizio e di Caio a scuola, o per portare le borse della spesa alla signora Pinco e Pallino, non s’ha da fare. Occorre sì, e anche in fretta, una revisione del programma di protezione, ma occorre anche fare molta attenzione perché ci sono persone che rischiano effettivamente la vita e non vanno lasciate sole. Una di queste è, ad esempio, Souad Sbai che da anni è destinataria di minacce, aggressioni e fatwe da parte dei fondamentalisti islamici i quali, come tutti sanno, non si limitano all’insulto o al lancio di uova, ma decapitano persone.

Souad Sbai, già parlamentare e già membro della consulta islamica per il Viminale, ora e più di prima, è in prima linea nella lotta contro il radicalismo e il fondamentalismo islamico, contro le moschee fai da te, gestite da pseudo imam; si batte da vera eroina in difesa delle donne, contro il maschilismo e la misoginia islamica, contro il velo integrale e contro i matrimoni forzati, contro la mutilazione genitale femminile ed ha avuto il coraggio, cosa non da poco, di scendere in piazza o addirittura davanti alle Ambasciate dei paesi canaglia, per protestare contro le nazioni che finanziano il terrorismo.

Quando venne a sapere di essere stata abbandonata dallo Stato, quello Stato che lei stessa ha servito e continua a servire, si sentì sola e abbandonata. Accadde lo scorso anno, qualche giorno prima che Marco Minniti (Pd) lasciasse l’incarico. Ma è anche vero che il ministro insediatosi dopo non ha ancora fatto nulla per reintegrare la scorta a questa donna che rischia davvero la vita per le sue battaglie contro il radicalismo islamista e contro i paesi canaglia che finanziano i Fratelli Musulmani.

Purtroppo la destra non è come la sinistra che si è mobilitata in massa, con un vero e proprio soccorso rosso, sui i media e i social, contro la revoca della scorta a Ruotolo e che, grazie a questa mobilitazione, gli è stata subito reintegrata.

Per la verità, la mobilitazione non vi è stata neanche per Capitano Ultimo, il Colonnello dei Carabinieri Sergio De Caprio, a cui il 3 settembre 2018, da un giorno all’altro, l’Ucis revocò la scorta. Non si capisce il criterio che adotta l’Ucis, ma di M …ne ha già pestate diverse e, in vista di questa riforma, qualche avvicendamento tra i dirigenti non sarebbe una cattiva idea. Per fortuna, la legge c’è e, tramite il ricorso al Tar del Lazio, al Colonnello De Caprio, che evidentemente fece “l’errore” di arrestare il re della mafia Totò Riina, la scorta è stata riassegnata.

“Lo Stato italiano, in primis il Viminale – dice oggi Costantino Pistilli su l’Opinione delle Libertà – che offre il servizio di scorta a 600 italiani impiegando 2070 agenti non può ripristinare la protezione a Souad Sbai? Ne ha tutto il diritto e lo Stato tutto il dovere. Lei è una figlia speciale per questa nazione e specialmente in pericolo nella stessa nazione. Lei vive e lavora per far aprire gli occhi alle persone eppure più di qualcuno sembra far finta di non vedere la ricchezza di risorse di questa donna e il pericolo a cui è esposta. Qualcuno gira la testa dall’altra parte. Forse dalla parte “sinistra”.” Come non essere d’accordo?

Armando Manocchia

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