Islam e immigrati, padre Livio Fanzaga: “cosa deve fare l’Europa per salvarsi”

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Ne converte più Radio Maria del Papa. Non è un’ affermazione blasfema. La radio mariana, nata nel 1982 come emittente parrocchiale ad Arcellasco d’Erba, paesino del Comasco, oggi fa sei milioni di ascoltatori al giorno, anche grazie alla ricezione perfetta su tutto il territorio nazionale. Ha scopo prettamente di evangelizzazione ed è un baluardo di fede per i cattolici tradizionali. A lei fa capo un network che nel mondo conta 78 emittenti che raggiungono un pubblico di 35 milioni di persone. Il dominus e direttore è Padre Livio Fanzaga che raramente si concede ai colleghi.  da www.liberoquotidiano.it

Padre Livio, perché le persone vanno sempre meno in chiesa?
«È un fenomeno che riguarda soprattutto l’ Occidente, dove la visione atea e materialistica della vita è divenuta la religione di massa. Ciononostante non mancano le minoranze fervorose e le conversioni. All’ uomo non basta vivere. Ha bisogno di dare un senso e un valore alla vita che vada oltre l’ effimero».

Cosa direbbe a un agnostico che le si apre per avvicinarlo alla Chiesa?
«Ogni uomo ha fame di “Assoluto” nel senso che desidera un amore eterno, una felicità piena, una verità che illumini il mistero della vita. Gli direi di ascoltare il suo cuore, perché c’ è una riposta a questi desideri. Gli direi che “Qualcuno” lo cerca e lo chiama. Al momento opportuno gli parlerei di Gesù e del mio incontro con Lui».

Com’è cambiato il modo degli italiani di essere cattolici?
«Anche in Italia si è fatta sentire la secolarizzazione, ma meno che altrove, perché è un paese ricco di spiritualità mariana e molti italiani hanno risposto alla chiamata della Madonna a Medjugorje».

Quali preoccupazioni e speranze le affidano i suoi ascoltatori?
«Radio Maria è una radio che chiama alla conversione. È incredibile il numero di persone che danno testimonianza del loro ritorno alla fede grazie all’ ascolto di Radio Maria. Quando si crede in Dio e si prega, non si ha paura del futuro e si affronta con più coraggio il presente».

L’ oratorio è ancora il miglior luogo dove un giovane possa formarsi? Perché?
«L’ Italia ha una storia straordinaria in questo campo, che viene da molto lontano. L’ oratorio è un’ esperienza comunitaria completa, che propone valori e attività che coinvolgono la gioventù. Oggi ci sono purtroppo meno preti, ma c’ è più collaborazione da parte delle famiglie».

Questo Pontificato è in una fase di stanca o è solo una impressione esterna?
«Tenere a galla la Barca di Pietro sulle onde tempestose del nostro tempo è un’ impresa ardua. Però sulla barca ci siamo tutti. Per questo dobbiamo aiutare il Papa e pregare per Lui».

Perché Papa Francesco non è gradito a una buona parte dei cattolici tradizionali?
«Da quando sono andato in seminario dei Padri Scolopi a Roma, dal 1957 fino ad oggi, ho sempre seguito da vicino la vita della Chiesa e ho notato che il Papa non ha mai avuto vita facile, non solo a causa degli attacchi esterni alla Chiesa, ma anche e soprattutto a causa di quelli interni. Come è noto il diavolo non dorme, ma Gesù ci ha assicurato che “non praevalebunt”».

Perché piace alla sinistra?
«Il mondo si fa gli affari suoi, ma la Chiesa non è di questo mondo. Mai dimenticare quelli che la domenica delle Palme cantavano Osanna e il venerdì Santo gridavano Crucifige».

Tempo di bilanci: quanto è differente e in cosa rispetto al Papa emerito Ratzinger?
«Sono personalità diverse, ognuna di grande rilievo. Ratzinger è un Maestro nella fede ed è formidabile nella lettura teologica del nostro tempo. Francesco è il Papa delle moltitudini, con quella capacità di attirare le persone che tanto ci aveva colpito in Papa Giovanni».

Quale eredità lascerà?
«Lo dirà la storia. All’ orizzonte ci sono i segreti di Medjugorje, durante i quali “La Madonna cambierà radicalmente il mondo”, come afferma la veggente Mirjana. Per ora penso che la straordinaria attenzione di Francesco verso la povera gente sia la sua più preziosa eredità».

Perché la Chiesa non denuncia con più forza il massacro dei cristiani nel mondo?
«La denuncia è necessaria, ma serve a poco. Serve molto invece che la Chiesa non lasci cadere nell’ oblío le moltitudini di martiri dei tempi moderni e ne conservi la memoria a gloria di Dio e per la propria edificazione spirituale».

Uno degli obiettivi del Pontificato era l’ evangelizzazione dell’ Africa: il piano sta fallendo?
«L’ Africa è il continente dove ci sono più conversioni alla Chiesa Cattolica e anche Radio Maria vi contribuisce con 21 emittenti e 20 stazioni in lingua locale. I cattolici africani sono molto attivi e nell’ ultimo secolo hanno conseguito risultati straordinari. L’ Africa è una grande speranza della Chiesa».

Ritiene l’ Islam una minaccia per il cristianesimo?
«L’ Islam è nato per sostituire tutte le altre religioni, compreso il Cristianesimo. La sua fede e la sua storia lo dimostrano. Ora però i musulmani devono adeguarsi a convivere in una società multireligiosa. La minaccia per il Cristianesimo sono i cristiani che tradiscono la loro fede».

Perché l’ islam continua a incrementare il numero di adepti e il cattolicesimo no?
«La fase attuale di espansione islamica è dovuta in primo luogo al tasso di natalità. Ma nel prossimo futuro sarà il cattolicesimo a trionfare nel mondo, perché l’ umanità si renderà conto che sarà la Madre di Gesù a salvarla, nel tempo in cui si realizzeranno i segreti di Medjugorje».

Temi etici: nozze gay, adozioni gay. È il momento che la Chiesa si apra a queste nuove realtà?
«La Chiesa deve tenere salde le fondamenta della creazione, che sono l’ uomo e la donna chiamati a collaborare con Dio creatore nella trasmissione della vita, attraverso quel patto di amore fedele e indissolubile che sono il matrimonio e la famiglia. Se dovesse mancare la testimonianza della Chiesa, chi e che cosa farebbero da argine al caos?».

Fecondazione, eutanasia: che male c’ è nel cercare di realizzare i propri sogni o nel voler porre fine alle proprie sofferenze?
«Il cristiano sa che la vita è un dono che è stato affidato alla sua responsabilità nella luce del progetto di Dio creatore. Chi non crede ritiene che la vita sia sua e che ne può fare quello che vuole. Su questa strada va incontro a sofferenze senza speranza».

Al mondo siamo troppi: la prossima battaglia umanitaria è il controllo delle nascite e la prevenzione anticoncenzionale?
«Meglio non fare calcoli e non guardare troppo in là. Il mondo è a rischio di autodistruzione, ma non a causa delle troppe nascite. Il futuro è pieno di punti interrogativi».

Scandalo pedofili: quanto ha fatto male e quanto può fare ancora male alla Chiesa?
«Sarebbe imperdonabile chiudere gli occhi e sottovalutare un male così grave, che va estirpato senza esitazione, ma che va anche prevenuto attraverso un cammino formativo nei seminari. Ritengo tuttavia che i disordini morali manifestino una crisi profonda della fede».

Perché Wojtyla coprì e perché è un fenomeno tanto diffuso, anche nelle alte gerarchie? Cosa dovrebbe fare il Papa per fermarlo?
«Credo che la Chiesa sia rimasta sorpresa, quasi impreparata dinanzi a un fenomeno così esteso, almeno in alcuni paesi. Il male, per essere fermato, deve essere in primo luogo riconosciuto come tale e questo vale non solo per la pedofilia ma anche per la pratica omosessuale da parte di consacrati che, fra l’ altro, hanno fatto il voto di castità».

Qual è l’ atteggiamento corretto verso il fenomeno dell’ immigrazione non qualificata dalle zone povere del mondo?
«Il fenomeno migratorio è complesso. L’ importante è che sia governato dalla partenza fino all’ arrivo. Bisogna che gli Stati stronchino le organizzazione criminali e prendano in mano la situazione».

Comprende le paure della gente? Perché i credenti e la Chiesa sono così divisi sul punto?
«L’ Italia ha manifestato nei decenni scorsi una grande apertura ai migranti, come dimostra il numero delle persone provenienti dall’ Albania, dalla Romania, dalle Filippine Negli ultimi anni si è assistito a una migrazione disordinata e ingovernabile attraverso il Mediterraneo che, anche con l’ esplosione del terrorismo islamico, ha allarmato la gente. In ogni caso il Papa ha più volte ripetuto che l’ accoglienza va fatta con prudenza».

Quanto si avverte a livello sociale la mancanza di un partito d’ ispirazione cattolica in Parlamento?
«È importante che ci siano tanti cattolici in politica e che siano coerenti con i nostri valori. In passato il partito di ispirazione cattolica non è stato molto coerente».

Ha apprezzato Salvini quando ha esibito rosario e vangelo in piazza?
«Salvini, secondo l’ opinione comune, è un politico che sa il fatto suo… In quell’ occasione però mi è sembrato sincero, anche perché in Italia i politici cattolici fanno a gara a nascondere le loro convinzioni religiose».

Perché una parte della stampa e del mondo cattolico si scaglia con così tanta forza contro il leader leghista, paragonandolo addirittura a Satana?
«La politica è l’ arte del governare. Demonizzare gli avversari non serve a niente. Bisogna invece dimostrare di governare meglio di loro. Le persone in politica si giudicano da quello che fanno».

Sono crollati i partiti che hanno retto l’ Italia negli ultimi 25 anni, ora ce n’ è uno nuovo (M5S) e uno che si è profondamente rinnovato (Lega). Questa rivoluzione: durerà o arriverà la restaurazione?
«In Italia le rivoluzioni non sono di casa. I partiti al governo hanno incanalato il malcontento di un Paese uscita dalla crisi con i poveri raddoppiati. C’ è da augurarsi che riescano a fare qualcosa di buono».

È opinione comune che l’ Occidente sia in crisi perché non ha retto la globalizzazione che ha innescato: cosa possiamo fare per rimediare?
«L’ Occidente ha incrementato il progresso tecnico ma ha perso l’ anima. Si trova in una situazione pericolosa, perché per un mondo senza Dio non c’ è futuro. L’ Occidente si salva se ritorna alle radici cristiane».

Ritiene che l’ Europa dovrebbe ancora ispirarsi ai principi giudaico-cristiani o è giusto sia totalmente laica?
«L’ Europa unita è un grande valore e può assumere di nuovo un ruolo da protagonista per il futuro. Devo però riscoprire gli ideali ne hanno fatto un faro nel mondo».
Cosa pensa di Paesi come Ungheria e Polonia che all’ interno della Ue rivendicano con forza la propria cultura cristiana?
«Salvano se stessi e aiutano l’ Europa a salvarsi. Anche l’ Italia deve fare lo stesso».

di Pietro Senaldi

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