Terrorismo, Sassari: scarcerati 5 pakistani per decorrenza dei termini

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Imam di Olbia

Sono tornati in libertà ieri i 5 pakistani finiti dietro le sbarre con l’accusa di terrorismo nell’aprile 2015. Questa la decisione del tribunale del riesame della corte di Assise di Sassari, che ha scarcerato dunque gli stranieri per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva. Nonostante l’obbligo di dimora a cui verranno sottoposti, unitamente all’obbligo quotidiano di presentarsi presso gli uffici delle forze dell’ordine, gli uomini torneranno effettivamente liberi.

Si tratta di Hafiz Muhammad Zulkifal, imam della moschea di Zingonia (Bergamo), e Sultan Wali Khan, proprietario di un negozio di bigiotteria e presunto capo della cellula terroristica individuata ad Olbia. A chiudere il cerchio Ridi Yahia Khan, Imitias Khan e Syar Khan, anch’essi accusati di far parte dell’associazione criminale e residenti ad Olbia.



Tutti e cinque erano finiti in manette dopo una lunga indagine portata avanti dagli uomini della Digos, che avevano dimostrato i loro contatti concreti con Al Qaeda. Non solo. Stando alle investigazioni, i cinque sarebbero inoltre stati implicati in alcuni attentati, come quello al bazar di Peshawar, nel 2009, quando Hillary Clinton si trovava in visita in Pakistan. Quel giorno morirono ben 137 persone, senza contare i feriti.

Sempre secondo i risultati delle indagini, sarebbe stato Sultan Wali Khan a gestire ogni cosa, usando come copertura i suoi negozi di bigiotteria ad Olbia e a Roma. L’uomo si occupava di raccogliere fondi che poi inviava regolarmente ad almeno 4 cellule terroristiche operanti nel suo paese d’origine. Venivano infatti organizzate delle collette all’interno della comunità islamica presente in Sardegna, una raccolta fondi indetta ufficialmente per raccogliere denaro da destinare a scopi umanitari, ma che invece veniva utilizzato per acquistare armi e materiale esplosivo, finanziando il terrorismo internazionale.

Fiumi e fiumi di denaro, come lo definirono allora gli investigatori, che finanziavano il terrorismo.

Sultan Wali fu incastrato da un biglietto dove in lingua farsi si faceva riferimento al martirio ed all’uccisione degli infedeli, rinvenuto dagli agenti durante una perquisizione.

Quanto all’imam Zulkifal, come riporta “Il secolo d’Italia”, il procuratore distrettuale Mura, lo definì come “un personaggio di spiccato spessore criminale. Un soggetto pericoloso, che istruiva la comunità facendo propaganda radicale e cercava soldati pronti ad immolarsi per la causa.

Nonostante gli sforzi della Digos, questi uomini al momento stanno facendo ritorno presso i loro domicili.

Sultan Wali Khan, Ridi Yahia Khan, Imitias Khan e Syar Khan sono rientrati ad Olbia. Hafiz Muhammad Zulkifal, invece, sta facendo ritorno a Zingonia.

Il 19 dicembre venturo riprenderà il processo, ma per i pakistani non saranno più applicate le misure di sicurezza che, prima della scarcerazione, portavano l’udienza a svolgersi in un’aula chiusa e protetta, messa a disposizione dal carcere di Bancali.

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