Francia: stupratore di minorenni assolto perché immigrato

Francia – Il 21 novembre, la Corte d’assise della Manica, nel nord-ovest del Paese, ha assolto un giovane rifugiato del Bangladesh che nel 2015 era stato arrestato per lo stupro di una quindicenne di Saint-Lô.

Nello stesso processo, l’uomo è stato invece condannato, ma soltanto a due anni di reclusione (e con la condizionale), per l’aggressione sessuale realizzata nei confronti di un’altra minorenne, a distanza di poche settimane dalla prima, e sempre a Saint-Lô.

Al processo, secondo quanto scrive il quotidiano Le Figaro, l’avvocato difensore ha invocato come motivo per l’assoluzione i “codici interpretativi” del suo cliente, sostenendo che l’immigrato, in quanto proveniente dal Bangladesh, “non ha gli strumenti culturali” per rendersi conto di avere imposto un rapporto sessuale alle due minorenni. E i giudici gli hanno dato ragione.

Il giornale cita anche la testimonianza di un capitano della polizia del dipartimento di Saint-Lô: “Nell’interrogatorio in carcere dell’imputato” ha riferito l’ufficiale “ho dovuto mettere un brigadiere tra l’interprete (che era una donna, ndr) e l’imputato, perché quest’ultimo stava cercando di toccarle le cosce”. Secondo il capitano, l’accusato “considera le donne francesi come prostitute, si comporta insomma come un predatore“.

I periti del tribunale hanno descritto il rifugiato come “narcisistico ed egocentrico”, ma hanno sottolineato soprattutto quanto sia influenzato dalla cultura maschile del suo Paese d’origine, dove “le donne sono relegate allo status di oggetti sessuali”.

Le Figaro ha dato voce anche all’avvocato della seconda ragazzina violentata, quella la cui denuncia non ha avuto effetto: “Dopo la sentenza” ha dichiarato il penalista “il presidente del tribunale ha detto alla mia cliente che era stata creduta, ma che il tribunale aveva ritenuto che i fatti non fossero sufficientemente accertati per stabilire l’esistenza del reato”.

Secondo il codice penale francese, per essere considerato reato lo stupro deve essere compiuto “con violenza, coercizione, minaccia o sorpresa”. Nel caso in questione, secondo la sentenza, l’adolescente francese avrebbe manifestato il suo rifiuto all’uomo ma, “in stato di stupore”, non si sarebbe opposta all’atto con sufficiente determinazione.

Inizialmente, la sua denuncia era stata respinta senza nemmeno un supplemento di indagini. Era stata riaperta soltanto quando una seconda minorenne aveva denunciato l’aggressione sessuale subita dallo stesso uomo, per l’appunto l’immigrato del Bangladesh. “Ulteriori indagini avrebbero dovuto essere effettuate fin dall’inizio. Il suo caso non è stato trattato come avrebbe dovuto”, sottolinea oggi il suo avvocato.

Il caso giudiziario, in Francia, si è trasformato in scandalo, e non soltanto perché è esploso nelle immediate vicinanze della marcia del 24 novembre contro la violenza di genere e sessuale. Come al solito in questi casi, la sinistra e il mondo femminista purtroppo hanno taciuto, in evidente imbarazzo.

Il centrodestra francese, al contrario, è insorto: “Non è possibile tollerare che in Francia sia ammessa una cultura che permette agli uomini di violentare le donne”, ha scritto Valérie Boyer, parlamentare repubblicana, in una lettera inviata al primo ministro. E Nicolas Bay, segretario del Rassemblement nationale (erede del Front nationale), ha aggiunto: “Il silenzio delle femministe è più assordante che mai“.

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