I diritti del dottor Provenzano, aiutino europeo alla Mafia

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Provenzano

di Francesco Storace

Dunque, Bernardo Provenzano aveva i diritti.

Faceva il sindacalista? Era una femminista?

No, era uno spietato boss mafioso, morto in galera come succede se hai decine di ergastoli sul groppone per aver ammazzato un mare di gente capitata sfortunatamente lungo il tuo folle percorso di terrore e potere criminale.

Ma in Europa ogni volta che leggono la parola Italia sobbalzano dalla sedia e ieri la sontuosa Corte europea dei diritti umani ci ha condannato. No, a Provenzano non bisognava infliggere il carcere duro, il 41-bis.

Parla Giorgia Meloni: “Storie di ordinaria follia europea: la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia perché ha applicato il regime del 41bis a Bernardo Provenzano. Avete capito bene: secondo questi “umanissimi” giudici, l’Italia ha violato i diritti umani condannando al carcere duro il boss della mafia, che doveva scontare diversi ergastoli per i crimini orrendi che ha commesso. La Corte farebbe bene a cambiare nome: da Corte europea dei diritti umani a Corte europea dei diritti degli assassini. Il 41bis non si tocca e l’Italia continuerà ad usare questo strumento fondamentale per sradicare il cancro della mafia”.

Come si dice in questo casi: letto, confermato e sottoscritto.

La conseguenza della revoca del carcere duro vorrebbe dire tornare al tempo delle notizie, degli ordini trasmessi dai boss in carcere a chi sta fuori per compiere le proprie vendette. E questo quello che chiedono all’Italia i maghi del diritto europeo? La prossima mossa quale sarà: liberarli tutti per non farli soffrire?

Ragionano – se si può usare questa parole per una sentenza incosciente – su carte e non su fatti. La mafia fa paura e se c’è un mafioso in meno in circolazione o su questa terra il cittadino per bene sarà più contento. Al 41-bis subiscono restrizioni, ma non è praticata la tortura. A meno che non si pretenda una detenzione con baldoria incorporata, è l’ordinamento italiano a prevedere sanzioni durissime per i peggiori criminali. E in Europa dicono ohibò.

Ehi ragazzi, ci mandano a dire, ma vi pare che trattate così chi ha ordinato tante stragi, non avete esagerato un po’?

Questi sono pazzi, ormai è ufficiale.

Vero, Provenzano stava male. Ma meglio, molto meglio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tanti altri di cui non ha avuto pietà. Bernardo Provenzano ha sparso sangue contro qualunque nemico individuasse lungo la sua strada e dall’Europa ci arrivano lezioni di trattamento umanitario.

E lui, i diritti, li ha concessi o li ha negati nel nome della barbarie mafiosa? Ma che esempio si permettono di offrire i magistrati della giustizia europea? Ma sì, ora non facciamo soffrire almeno i suoi complici.

E se le cosche vanno trattate con i guanti, figurarsi i poveri sfortunati che hanno fatto strage di povere ragazze nostre, come Pamela o Desiree, che manco mafiosi sono giudicati.

Li vogliamo mettere in una bella Spa? Devono villeggiare anziché pagare le atroci colpi commesse?

Aumenta e non poco l’indignazione: perché non può essere questa la giustizia degli uomini.

Quello è un aiutino alla mafia.

Un pizzino.

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