Banca Carige: piano di conservazione del capitale bocciato dalla Bce

La Bce non ha approvato il piano di conservazione del capitale (capital conservation plan) presentato da Carige il 22 giugno.

Lo rende noto un comunicato dell’istituto ligure che svela i contenuti di una lettera di Francoforte del 20 luglio. La Bce ha fatto presente che “il soggetto vigilato non rispetta il requisito patrimoniale complessivo pari al 13,125% dal primo gennaio 2018. Nel primo trimestre 2018, il coefficiente di capitale totale era del 12,23%, 89 punti base sotto l’Ocr“.

L’emissione di strumenti di capitale di classe 2 costituisce la pietra angolare del piano di conservazione del capitale aggiornato – spiega la Bce – A causa di fattori idiosincratici e di mercato, i tentativi di emissione di strumenti di capitale di classe 2 si sono rivelati un insuccesso“.

La Bce ha inoltre considerato che: “nel piano di conservazione del capitale presentato il 18 aprile erano state programmate una serie di misure di riduzione dell’attività ponderata per il rischio (cessione di attività non strategiche, incluse le attività immobiliari, una partecipazione in Autofiori e la cessione delle quote di Banca d’Italia) da eseguirsi a giugno. Nessuna di tali misure è stata eseguita entro la tempistica iniziale e il piano di conservazione del capitale aggiornato ne ha rinviato la prevista esecuzione di un trimestre”.

In proposito la banca precisa a sua volta “di avere, nel corso dei primi sei mesi del 2018, dato inizio al percorso volto, da un lato, all’emissione di strumenti di 3 capitale di classe 2 (bond subordinato) e dall’altro, alla cessione di asset non strategici quali la partecipazione in Banca d’Italia e quella in Autofiori“.

Per quanto riguarda l’emissione di strumenti di capitale di classe 2 (bond subordinato), Carige “non può che confermare e condividere la necessità nonché l’intenzione di procedere a dette emissioni pur ritenendo che le stesse debbano essere effettuate tenendo in dovuta considerazione le condizioni del mercato in generale ed in particolare di quello italiano che nel corso degli ultimi mesi ha fortemente penalizzato non solo Banca Carige ma anche numerosi altri emittenti sia finanziari che industriali che intendevano affacciarsi al mercato per reperire nuove risorse finanziarie”.Con riferimento invece all’eventuale dismissione di asset non strategici, la banca conferma che i processi volti alla migliore valorizzazione di tali asset sono in corso e che intende portare a termine tali processi entro la fine del 2018, purchè ovviamente ne sussistano le condizioni. (askanews)



   

 

 

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