Kosovo: 900 moschee finanziate dall’estero nel paradiso dei foreign-fighters

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L’On. Mario Borghezio ‘scoperchia’ la realtà, accuratamente messa in ombra dall’UE, dell’infiltrazione jihadista in Kosovo con un’interrogazione nella quale osserva che “nello scorso giugno sono stati individuati elementi di gruppi jihadisti kosovari che progettavano attentati sia a Pristina, contro i civili e la KFOR, sia in altre città europee.

La predicazione di numerosi imam fondamentalisti, la forte disoccupazione e la presenza di oltre 900 moschee, perlopiù finanziate dall’estero, hanno reso il Kosovo il paese con il più alto numero di foreign-fighters in rapporto alla popolazione (circa 330 ex-combattenti in Siria e Iraq). Tali elementi avrebbero una vasta rete di complicità e contatti con cellule terroristiche macedoni, bosniache ed albanesi”. E inoltre aggiunge che “l’UE ha più volte dichiarato di voler giungere ad una normalizzazione dei rapporti fra Serbia e Kosovo nel 2019, obiettivo del tutto irrealistico senza imporre importanti azioni di contrasto alla nascita di nuove basi jihadiste”.

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Pertanto Borghezio pone alla Commissione questi due quesiti:

Quali urgenti iniziative intende intraprendere la Commissione, in collaborazione con EUROPOL e con i servizi di intelligence dei Paesi Membri, per contrastare la minaccia jihadista che ha basi nel Kosovo?

Non ritiene la Commissione di dover agire al più presto sulle autorità kosovare per avere maggiori garanzie nella lotta al radicalismo islamico?

On. Mario Borghezio -Deputato Lega Nord al P.E.

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