Manconi e Cuperlo (Pd): “prolungare la legislatura per approvare lo Ius soli”

“Non può e non deve finire così. Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare”. Così in una nota il deputato del Pd Gianni Cuperlo.

“Ma chi l’ha detto, che si debba votare il 4 marzo? Il Presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato. È a lui che mi rivolgo, con il massimo rispetto ma anche con la fiducia che si deve a un galantuomo del quale è nota la rettitudine intellettuale e la sensibilità sociale”.

Lo dice il senatore del Pd Luigi Manconi, che chiede al capo dello Stato di “prolungare la legislatura di due settimane per consentire al Parlamento di discutere e approvare la legge sullo ius soli. (ANSA)

“Sarebbe un modo intelligente – aggiunge – per recuperare l’onore di un Senato che ha voluto un epilogo assai poco dignitoso della vicenda dello Ius soli e culturae. Il mancato numero legale, lo scorso 23 dicembre, va interpretato o come manifestazione di infingardaggine (fuga per le vacanze, irresponsabilità politica, indifferenza morale) o come espressione di meschino calcolo politico (ostilità verso una legge sacrosanta). In ogni caso, un’autentica figuraccia per il centrosinistra e una truce vittoria per quegli imprenditori politici dell’odio che, come la Lega, hanno paura delle legittime aspettative di bambini e adolescenti. E, tuttavia, la discussione sulla legge è iniziata. Dunque, per quale ragione al mondo non deve continuare? Dipende in primo luogo dal Capo dello Stato e dal Presidente del Consiglio che, esattamente dieci giorni fa, conveniva con me sull’importanza di approvare “entro questa legislatura” una normativa così equa e saggia. Ripeto: il tempo c’è e va ricordato che, il 23 dicembre, mancato il numero legale, il Senato ha deciso di riconvocarsi per il 9 gennaio, dopo una pausa di ben 16 giorni. Basterebbe prolungare la legislatura di un paio di settimane e prevedere il voto, che so?, per il 18 marzo: e si avrebbe così la possibilità e l’agio di discutere una legge tanto essenziale e lungimirante”, conclude Manconi.

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