Onda di 500 milioni di migranti che già corre verso l’Europa

di Alfonso Luigi Marra

Coming out?
Sì, circa gli ormai inevitabili 5 miliardi di morti e l’onda di 500 milioni di migranti che già corre verso Nord…

Lo rimuoviamo come un complesso inconfessabile, un difetto inaccettabile, una colpa imperdonabile, perché ammetterlo è un arduo coming out, ma sappiamo nel profondo che nulla di ciò che richiede più di un anno, due, forse tre, finirà prima che l’apocalisse climatica si abbatta su noi.
Un coming out subito dopo il quale inizierà quel vero cambiamento per eludere il quale si sono rese tabù le mie opere dal 1985, quando eravamo ancora in tempo, ma non più differibile perché non è rimuovibile che, se ogni mese è sensibilmente il più caldo di sempre, in breve saremo all’insostenibilità. (goo.gl/GQJ4f4).
Come pure è vano i media cerchino di occultare che in zona equatoriale e tropicale il caldo ne uccide già chissà quanti e l’apocalisse sarà in pieno svolgimento in uno due anni e si concluderà in tre o quattro, massimo cinque.
Né serve a nulla che gli ‘scienziati’, in realtà scienziati di regime, si adoperino, salvo qualche negazionista come i risibili Rubbia e Zichichi, a farci credere che è un problema dei prossimi decenni.
Un’apocalisse che sta per uccidere io credo almeno 5 miliardi di persone ormai condannate all’insalvabilità nel mentre spinge 500 – 600 milioni di altre, i più forti, a formare un’onda da incubo che sta per abbattersi sul Nord del mondo ed in buona parte su noi e l’Europa.
Un’apocalisse in cui i residui circa 2 – 2,5 miliardi di persone, cioè gli occidentali (gli abitanti i Paesi europei ed extra europei a noi affini per cultura e religione), ed i ‘para-occidentali, hanno ferinamente preso a sperare (homo homini lupus).
A sperare perché contano stoltamente che lo sterminio attenui la pressione dell’umanità sul clima e li salvi.
Stoltamente perché dimentichi che lo scontro con i migranti e l’aumento delle temperature scateneranno reazioni a catena di disastri che di prevedibile hanno solo che faranno esplodere quel grumo di ogni contraddizione in cui consiste ormai la nostra ‘civiltà’.
Dimentichi che, benché sia a Bassora che nell’estate 2016 si è giunti a 56 gradi, a Palermo si è tuttavia giunti a 48.
Dimentichi che il surriscaldamento è frutto di cambiamenti nella composizione dell’atmosfera, e non è dato sapere, in presenza di una qualche sua imprevista variazione, a quanti gradi potrebbero balzare le temperature.
Tutto ciò a causa del consumismo, cioè della subordinazione dell’uomo all’economia anziché dell’economia all’uomo.
Che fare?
Ebbene, all’attuale livello di metodo nell’esercizio del pensiero e dell’essere, ovvero all’attuale stadio culturale – laddove per cultura si intenda il modo che gli uomini mediano di dover avere in comune nel vedere la realtà – non si può far niente, ed è anzi errato avere degli obiettivi, perché non possono essere raggiunti.
Cambiamento che richiede a mio sommesso avviso la nuova cultura che ho formulato, nel 1985, in La storia di Giovanni e Margherita, basata sulla scoperta del modo di formazione del pensiero.
Cambiamento culturale che produrrà quei processi di civilizzazione di cui ad Il libro dell’MPF (www.mpfonline.it).
Processi che però prima richiedono un’immensa monetizzazione della società che solo l’abolizione del signoraggio può consentire, altrimenti non ci saranno i soldi per far nulla, perché i soldi sono nelle mani della cupola bancaria, anch’essa come inebetita di fronte all’incredibile novità di quel che sta per accadere.
Migranti originati da genti che prosperavano fiere ai ritmi delle stagioni, dei rituali, delle antichissime culture aristocratico pagane, fin quando, dalle prime colonizzazioni, iniziò il processo che li avrebbe trasformati in un’informe massa pervasa dalle droghe, dall’aids, dalla prostituzione e dalla criminalità: i vizi, in forme estreme, indottigli dall’occidente.
Morti e fuggitivi destinati ad aumentare esponenzialmente per ogni grado in più delle temperature, le cui minime – non già in relazione a chissà quali mai irrilevanti medie tra gli abissi oceanici e le altitudini siderali – ma nei due metri da terra che interessano noi, sono aumentate in 20 anni di almeno 6-8 gradi.
Apocalisse per fermare la quale basterà, dicevo, costringere la magistratura ad eliminare il signoraggio, scatenando così un automatico, prodigioso processo virtuoso.
Processo lungo il quale si vedrà via via cosa fare, a partire dallo spendere qualche miliardo dei milioni di miliardi di cui la società potrà disporre liberamente per promuovere lo ‘spegnimento del mondo’ (non c’è più tempo per alcuna riconversione), riaccendendo i vari settori solo dopo che li si sarà resi non inquinanti.
Una bonifica della Terra che richiederà qualche milione di miliardi tra quelli che, eliminato il signoraggio, gli Stati potranno creare liberamente senza causare alcuna inflazione, perché l’inflazione è frutto del fatto che i soldi li produca un falsario, cioè chiunque non sia lo Stato (goo.gl/VpLNKI).
Sto sognando? Spero di no perché gli ostacoli sono solo culturali e le culture, quando occorre, cambiano in un lampo.
Anzi, generosi, valorosi amici dell’MPF, teniamoci pronti: il grande vento del cambiamento già si insinua fin in ogni più recondito anfratto del sistema e sta per irrompere, sicché alziamo le vele delle possente flotta delle nostre nuove idee e, pur con i cuori gonfi di dolore per quelli che soccomberanno, tra i quali molti di noi stessi, portiamo, volando sulle onde dell’immane tempesta che sta per scatenarsi, coloro che, di qualunque colore ed origine, ci riuscirà di salvare, all’approdo sicuro della nuova terra: la terra dell’intelligenza (goo.gl/cAVMCa).

29.6.2017, Alfonso Luigi Marra

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