L’Ucraina mette al bando i siti russi

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha firmato un decreto che mette al bando i più importanti social media, motori di ricerca, siti web e servizi email russi sul territorio dell’Ucraina.

di Marco Gombacci – – Gli occhi della guerra

Vkontakte, la versione russa di Facebook, Odnoklassiniki, Yandex, numerosi siti web di agenzie stampa e tutti i provider mail.ru sono tra i servizi bloccati e inutilizzabili da oltre 30 milioni di ucraini che fino al decreto presidenziale li utilizzavano abitualmente.

“La guerra ibrida comporta delle risposte adeguate alle nuove sfide,” ha scritto il presidente Poroshenko sul social media Vkontakte (Vk) proprio mentre si accingeva a censurarlo.

Non si è fatta attendere la replica di Human Rights Watch che ha definito il blocco

“l’ennesimo tentativo di Poroshenko di controllare il dibattito pubblico in Ucraina. “È un attacco indiscriminato alla libertà di informazione che danneggia proivatanente e professionalmente milioni di ucraini,” ha attaccato la Ong.

Anche il Consiglio d’Europa, che vede tra i suoi membri sia l’Ucraina sia la Russia, per voce del suo Segretario Generale Thorbjorn Jagland ha fortemente criticato la decisione ucraina.

“Il decreto va contro il nostro comune intendimento di cosa è la libertà di espressione e la libertà di stampa. Un blocco così indiscriminato dei servizi internet non può considerarsi rispettoso di nessun principio di proporzionalità,” ha commentato Jagland.

“È una chiara violazione della libertà di espressione,” secondo Reporter senza Frontiere mentre per la portavoce del Ministero per gli Affari Esteri russo, questo è un chiaro esempio di “censura politica”.

A difesa della decisione dell’Ucraina invece, il Presidente della Commissione Cultura e Media dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) Volodymyr Ariev, anch’esso ucraino e membro del partito di Poroshenko (Poroshenko Bloc), che accusa i servizi di intelligence russi di raccogliere informazioni dalle piattaforme internet oggetto del blocco.

Non è la prima volta nel corso degli ultimi anni che l’Ucraina è stata richiamata per il rispetto della libertà di stampa e di espressione: nel giugno 2016, 17 giornalisti russi sono stati dichiarati persona non grata con divieto di accesso nel territorio ucraino mentre nel settembre 2015, il divieto ha colpito altri 41 giornalisti provenienti da diverse parti del mondo tra cui Russia, Israele, Germani e Regno Unito.



   

 

 

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