Trafficanti e Ong: nel 2015 Mattarella premiò la Catambrone (Moas)

Nell’ottobre 2015, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  ha consegnato diciotto onorificenze a personaggi “illustri” del Paese.

Un riconoscimento andò anche a Regina Egle Liotta (in Catrambone), nata a Reggio Calabria, nominata ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: “Per il contributo che attraverso l’Ong Moas – Migrant Offshore Aid Station offre nella localizzazione e assistenza dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo”.

Nel 2014, assieme al marito Christopher, fondò Moas – Migrant Offshore Aid Station, una Ong con sede a Malta che, con una nave da spedizione, droni, gommoni e una squadra di soccorritori (incluso personale sanitario) localizza e preleva i migranti nel Mediterraneo.

Nel 2015, l’intelligence italiana e, si suppone, anche il governo sapevano che il Moas e altre Ong mandavano navi davanti le coste libiche; files e documentazioni incominciarono a venir redatti fin dall’inizio di Mare Sicuro, la missione navale per la difesa degli interessi nazionali varata nel marzo 2015.

L’attenzione del personale d’intelligence imbarcato sulle nostre unità si focalizzò immediatamente sull’addestramento e sulle capacità del personale di soccorso del Moas, l’Ong basata a Malta e guidata dall’americano Christofer Catrambone e dalla moglie italiana Regina. Bastò poco per scoprire – spiega una fonte de il Giornale – che «gran parte di quel personale veniva arruolato nelle stesse liste di contractors ingaggiati dalle compagnie private di sicurezza».

Ma la rivelazione più interessante raccolta da il Giornale è un’altra. Secondo fonti militari di Malta le attività del Moas coprono attività d’intelligence per conto del governo statunitense. E secondo le stesse fonti su almeno una delle due navi del Moas sono, o erano, installate strumentazioni per intercettazioni ad ampio raggio. Nulla d’illegale per carità. Negli Stati Uniti l’intelligence outsourcing, l’affidamento di operazioni di spionaggio a società private dà lavoro a 45mila persone e spartisce fondi per 16 miliardi di dollari. Il problema è la copertura sotto cui il Moas svolge la duplice attività.

Perché Mattarella (incautamente?) premiò un’organizzazione creata da poco sulla quale già indagavano i servizi? Mistero!

 



   

 

 

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