Fuga dall’euro, le banche centrali mollano l’Eurozona e scelgono la sterlina

I rischi politici che assediano l’Europa fanno più paura della Brexit, almeno alle banche centrali.

Di conseguenza, gli istituti – spaventati anche dall’era dei tassi negativi che è stata inaugurata dalla Bce di Mario Draghi, e dai ritmi di crescita ancora non del tutto convincenti, stanno smobilizzando le loro posizioni in euro, a favore della sterlina, considerata una valuta stabile nel lungo periodo.

Come riporta finanzaonline.com, è quanto emerge da un sondaggio reso noto lunedì, a cui hanno partecipato i gestori delle riserve di 80 banche centrali che, insieme, sono responsabili di investimenti per un valore do quasi 6 trilioni (6.000 miliardi) di euro e per cui la più grande paura per il 2017 è la stabilità dell’Unione monetaria.

Dai numeri – che sono stati compilati dalla rivista Central Banking Publications e da HSBC all’inizio dell’anno e riportati qualche ora fa dal Financial Times – risulta che alcuni partecipanti al sondaggio hanno addirittura portato a zero la loro intera esposizione verso l’euro, mentre altri hanno ridotto le loro partecipazioni in asset denominati in euro al minimo.

Più di 2/3 delle 80 banche centrali ha cambiato l’allocation del proprio portafoglio, e una proporzione simile ha apportato modifiche alla duration degli investimenti.

Un terzo degli intervistati ha parlato apertamente delle preoccupazioni sul futuro dell’Eurozona, a causa della crescente instabilità politica dell’area, vulnerabile all’espansione del populismo e del sentiment anti-euro, presto alla prova del nove con le elezioni francesi e tedesche.



   

 

 

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