“Fanno da taxi per gli immigrati in Libia”. Affari loschi delle Ong

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Tra la mafia degli scafisti e alcune associazioni umanitarie ci sarebbero rapporti poco trasparenti, anzi vere e proprie “collusioni con gli scafisti” secondo le accuse dell’agenzia Frontex. Ora sono i magistrati italiani a volerci vedere chiaro. Dalla procura di Catania il fascicolo è stato aperto per “capire chi c’è dietro tutte queste associazioni umanitarie che sono proliferate in questi anni – ha detto a Repubblica il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro – da dove vengono tutti questi soldi che hanno a disposizione e soprattutto che gioco fanno”.

L’indagine non dovrebbe toccare le organizzazioni “di chiara fama”. Certo nel rapporto presentato alla Commissione europea, Frontex solleva sospetti sul fatto che ai migranti: “verrebbero date chiare istruzioni prima della partenza sulla direzione da seguire per raggiungere le imbarcazioni delle Ong”. Sono navi che arrivano fin sotto le coste libiche e di fatto farebbero da taxi poche miglia dopo la partenza dall’Africa. Un fenomeno che si è verificato per il 40% delle richieste di soccorso lanciate solo a ottobre 2016, un bel salto visto che all’inizio dell’anno le Ong riuscivano a rispondere solo al 5% degli Sos. LIBERO

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