UE: integrare i migranti è un dovere, società arricchite dalla diversità

La Commissione Ue sta discutendo con l’Italia in che modo indirizzare verso il supporto all’integrazione dei migranti nelle città europee parte dei finanziamenti “extra” destinati al bilancio della politica di coesione 2017-2020 dopo la sua revisione nel giugno scorso.

Lo ha annunciato la commissaria alle politiche regionali Corina Cretu, ad Amsterdam per partecipare alla seconda tavola rotonda sulle politiche migratorie insieme ai rappresentanti di alcune delle maggiori città europee, fra cui Milano.

“Integrare i migranti non è solo un nostro dovere di solidarietà come cittadini europei, ma è anche una grande opportunità per rendere le nostre società più inclusive e coese nel loro insieme, arricchite dalla diversità” ha detto Cretu.

“Il nostro forte impegno politico è contrastare la tendenza crescente che sta mettendo radici in molti Paesi, che promuove il rifiuto e l’egoismo”, ha aggiunto la commissaria, convinta che “la politica di coesione aiuterà in maniera molto concreta”.

Dopo la revisione dei bilanci nazionali 2017-2020 per la politica di coesione, decisa per “tenere conto dell’impatto della crisi economica”, “più di 4 miliardi extra sono stati assegnati agli Stati membri che sono stati più colpiti”, come Grecia, Spagna e Italia. La Commissione sta quindi lavorando con i Paesi per “focalizzare” l’importo extra “per supportare l’integrazione dei migranti, in aggiunta agli investimenti strategici per la crescita e il lavoro e alla lotta alla disoccupazione giovanile”. (ANSAmed)



   

 

 

2 Commenti per “UE: integrare i migranti è un dovere, società arricchite dalla diversità”

  1. si stanno accodando a Bergoglio? Lui asseriva, qualche tempo fa che:” I migranti con la loro stessa umanità, prima ancora che con i loro valori culturali, allargano il senso della fraternità umana”.- A me pare che l’unica cosa che allargano è l’ozio e la delinquenza.-

  2. Questa signora rappresenta solo la UE ma non certo i cittadini europei.

    Della sia ipocrita solidarietà ne facciamo volentieri a meno, ma vorremmo anche liberarci del suo abuso di rappresentatività.

    Il “melting-pot”, come è giusto chiamare la architettura del progetto di epuraziobe etnica voluto dai massoni Rothschild & Rockefeller e sostenuto da tutta la piramide massonica dei Bilderberfers & Co., risponde ad un preciso disegno, maturato con la fine dell’ultima guerra mondiale, di ibridazione della famiglia europeide e della destabilizzazione etno-sociale, del continente europeo e non solo, sul quale ricostruire Politica e sindacati, sullo sfondo degli scontri etnici di una società “a pelle di leopardo” e del “divide et impera” .

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