Libia: a Sirte ora si teme per un’epidemia di peste

 

Dopo le violenze dell’Isis, i lutti della guerra civile e le mine sparse ovunque in città ora a Sirte, in Libia, si teme per un’epidemia di peste. Ad al-Giza al-Bahriya, l’ultimo quartiere strappato allo Stato Islamico, la brezza che viene dal mare si mischia all’odore asfissiante di decomposizione che viene dai cadaveri semisepolti sotto le macerie.

“ISIS è l’esercito segreto degli Stati Uniti”

Uno dei comandati delle milizie che hanno sconfitto i miliziani dell’Isis, Ahamd Bala, o “Al-Moutatawa”, invita a non avvicinarsi. “Non bisogna venire qui, temiamo un’epidemia di peste” dice cercando di proteggersi con una mascherina.Le forze dell’Isis sono state scacciate dal quartiere solo di recente, il 5 dicembre scorso e le forze fedeli al governo di unità nazionale che sono finalmente entrati nelle strade devastate di Al Giza al-Bahriya hanno trovato una situazione impressionante. “ci sono decine di corpi sotto le macerie, l’odore è orribile, rischiano di scatenarsi morbi e malattie.

La popolazione al momento non può tornare nelle sue case” dice sempre il comandante Bala.Il responsabile militare aggiunge: “non abbiamo i mezzi sufficienti per estrarre i corpi né sminare la zona che è letteralmente piena di ordigni esplosivi”. (askanews)



   

 

 

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