Sbai: bene Merkel sul burqa, vietarlo in Italia sarebbe gesto di civiltà

 

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Quello che ha detto oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel nel corso del suo intervento al congresso del suo partito ”è molto importante e sono felice che la proposta di vietare il burqa arrivi da un paese come la Germania. Spero solo che non sia un gesto propagandistico. Quello che mi auguro è che anche in Italia si arrivi al più presto a una legge che vieti il burqa perché sarebbe un gesto di grande civiltà e libertà”. E’ quanto sottolinea all’Adnkronos Souad Sbai, esponente di ‘Noi con Salvini‘ (dipartimento immigrazione, integrazione e sicurezza).

“Questa legge -tiene a precisare- l’ho proposta io nel 2009 ed era stata discussa in tutte le commissioni fino ad arrivare alla Camera per il voto finale, ma l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio riuscì a bloccarla. Questo perché alcuni convertiti italiani all’islam inviarono all’ex presidente della Repubblica una lettera che diceva che la legge avrebbe tolto i diritti alle donne. Sei di queste persone, firmatarie della lettera, sono poi andate a combattere in Siria con l’Isis. Tra loro c’era anche Fatima”.

“Non esiste in nessuna parte del Corano l’obbligo di portare il Burqa – continua- io sono una donna che viene da quel mondo e conosco bene la repressione del velo che non ha nulla di civile ma è solo simbolo di una totale sottomissione a una certa politica estremista. Il burqa è simbolo di segregazione e violenza e non ha nulla a che vedere con la religione”.

”Anche un imam molto affermato come Mohamed Mustapha Rashed nel suo libro ‘ostaggi dell’integralismo”, tradotto da me in italiano, appoggia la mia proposta -spiega Sbai- in Italia invece ho trovato un’opposizione dall’alto. Finalmente la Germania si è accorta di questo problema, meglio tardi che mai. Alla legge del 22 maggio del 1975 che proibisce di coprirsi il volto io avevo aggiunto il divieto di indossare anche il burqa e il niqab ma la mia proposta è stata bloccata”.

“Mi occupo continuamente di donne maltrattate -aggiunge- e trovo inaccetabile che nel 2016 una donna vada in giro vestita in quel modo. Non bisogna dimenticare inoltre che oltre alla parte giuridica legata al Corano esiste anche un problema di sicurezza per l’allerta terrorismo. Bisogna aprire gli occhi non solo in Italia ma in tutto l’occidente”. (Toa/AdnKronos)



   

 

 

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