Marion Le Pen a Firenze: la UE non è riformabile, bisogna uscirne

 

Marion Le Pen è arrivata a Firenze per un convegno, organizzato da Fratelli d’Italia e Lega, che ha suscitato diversi entusiasmi, soprattutto tra i giovani.

di Claudio Bernieri

Marion: “Sono più che felice di essere qui in questa città . Ho incontrato il sindaco di Firenze che mi ha chiesto : “ ma lei quando viene qui pensa al fascismo?” E io : “no, veramente penso a Caterina de Medici, che governò la Francia “.
Applausi.
“Io viaggio molto, perché la mia generazione politica ha una responsabilità storica per quello che dobbiamo portare avanti.
Abbiamo delle sfide comuni, come l’islam radicale, la finanza globalizzata, sfide di civiltà, e questa è una battaglia per la nostra sopravvivenza.
La nostra lotta non è per sapere se abbiamo un punto o meno nei sondaggi, ma per sapere se
nel futuro saremo ancora un popolo maggioritario sulla nostra terra, se ci sarà ancora il cristianesimo, o se saremo sottoposti all’islam radicale, è importante sapere se gli uomini un giorno saranno uguali e liberi a casa nostra, questa è la nostra sfida.
In Francia affrontiamo questi temi con notevole urgenza: voi italiani state affrontando questi temi con una quindicina di anni di ritardo rispetto a noi
Oggi in Francia praticamente ci sono dei pezzi di territorio che non sono più Francia
Non c’è più la legge francese, ci sono cento quartieri come Moleenbek in Belgio, e ci sono due milioni di musulmani che vogliono applicare la sharia in Francia.
Che cosa succede? Ci sono 15 mila francesi sono schedati per islamismo radicale, siamo il paese che esporta e manda più jaidisti a combattere in Siria
La nostra generazione deve affrontare questa sfida e perciò abbiamo bisogno di un alleato forte in Italia che possa sviluppare una nuova idea di Europa, ma non quella attuale.

Tutti i nostri avversari politici di destra e di sinistra dicono che bisogna cambiare l’Europa, però dicono che ci vuole più unione, più federalismo, più integrazione, noi invece siano gli unici che portiamo avanti un’altra idea, e diciamo che la unione europea non è riformabile e che bisogna uscirne.
Noi cerchiamo degli alleati e saremmo felici per portare avanti questa idea con la Lega Nord, non vi diciamo che dovete copiarci o fare una strategia comune, l’importante che formiamo una specie di zoccolo per una azione di popolo, ognuno è libero di fare ciò che vuole nel proprio paese, ma dobbiamo avere questo zoccolo duro: la difesa della sovranità”
Applausi scoscianti dal pubblico.

“Il Fronte Nazionale ha una storia lunga, è nato 40 anni, ha fatto diverse esperienze, ha fatto alleanze, e dobbiamo dire che non siamo un partito molto omogeneo. Vorrei parlarvi delle conclusioni di questa lunga storia
Abbiamo praticamente imposto una nuova idea: ieri il nostro slogan era : “né destra né sinistra”, volevamo mettere socialisti e liberali, i due partiti politici egemoni in Francia, l’uno contro l’altro .
Cosa abbiamo detto? volevamo fare capire che non esisteva più una grande differenza tra destra e sinistra nei grandi partiti tradizionali, sono ormai cancellate le differenze, perchè questi schieramenti avanti la stessa linea politica, pro immigrazione , più mondialismo… una vera differenza non esiste più.

Quindi praticamente qual è la linea? Tra chi vuole più immigrazione e chi è a favore dell’identità, della nazione : questo anima il dibattito politico oggi in Francia.
E quindi per questo che abbiamo rifiutato di fare una alleanza con Sarkozy, perché riteniamo che anche lui appartenga alla elite francese, al sistema.
Questo nostro posizionamento è difficile da mantenere, durante le elezioni a breve termine non ci hanno premiato ma oggi possiamo vederne i frutti ed oggi il Fronte Nazionale ha imposto un tri-partitismo , e ha assunto una posizione netta e chiara contro ogni compromesso ed oggi abbiamo guadagnato in credibilità e integrità.
E questo posizionamento ci ha permesso di attrarre molte persone, anche dalla sinistra gente del nord e del sud, che si riconoscono in questo partito che non è basato sul dualismo classico destra-sinistra.
Che cosa è successo? C’è una frattura territoriale, da una parte ci sono le grandi città connesse alla modernità e dall’altra la Francia rurale , quella delle periferie, che è stata dimenticata, e noi abbiamo molto eco e successo in questa seconda parte della Francia e ci ha fatto diventare il primo partito politico.
Da molti siamo considerati come pericolosi, alle elezioni europee siamo arrivati primi, e quindi siamo attaccati come siete voi in Italia , ci dicono che siamo razzisti, populisti, estremisti, e questa strategia colpisce anche i nostri alleati, tutti quelli che lottano insieme a noi per un sistema diverso .
Questa propaganda contro di noi non dobbiamo temerla, è strategica, è stata inventata da Stalin che diceva appunto :accusate i nostri nemici di essere fascisti. Questo è comodo, evita di entrare nelle vere questioni , tutti i partiti come il nostro in Europa subiscono questi attacchi e questa propaganda: perchè lottiamo contro il sistema, ma dobbiamo uscire da questo timore di non di non piacere al sistema che c’è ora.
Come sintetizzare? Come andare avanti ? Potrei dire questo, bisogna accettare di non essere considerati come rispettabili dal sistema mediatico, di non essere sempre politicamente corretti, bisogna anche rifiutare le alleanza che possono portarci discredito, bisogna usare i social network che ci permettono di parlare al popolo, di sviluppare i pensatoi, i think thank con temi nostri , e tutto questo ci ha resi più forti e ci ha permesso di corroborarci meglio con la base.
E questo è un grande appuntamento con la storia che abbiamo tutti, assistiamo al tramonto del vecchio mondo che ci ha fatto tanto male e quello che succede già in America e probabilmente domani in Austria, questo ci deve rendere ottimisti, e direi per concludere una frase che amo molto, è di Victor Hugo: niente è più forte di quando è arrivata l’ora di agire. E questo è quello che dobbiamo fare per ridare speranza ai nostri popoli .

Marion Le Pen: “Uniamoci contro l’invasione”. A sua zia Marine il Premio Oriana Fallaci

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Marion Le Pen e Armando Manocchia

 

 

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