Referendum, il ricatto di lady Etruria: «Se vince il No, addio agli 80 euro»

 

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Alessandro Sallusti per “il Giornale”

«Se vince il no, addio agli 80 euro», ha detto a Porta a porta la ministra Elena Boschi, madrina della riforma del Senato oggetto dell’ imminente referendum. Dopo le lusinghe e le promesse, siamo al ricatto: se non mi voti me la pagherai, in contanti. Adesso abbiamo la prova di a che cosa servissero gli 80 euro concessi da Renzi alla vigilia delle elezioni europee: a comprare voti.

Altro che ripresa e rilancio di consumi: io ti compro, e se cambi idea ti vendo. Ottanta euro è il nostro prezzo secondo il duo Renzi-Boschi. Ottanta euro è il prezzo della Costituzione.

E no, cara Boschi. Il nostro prezzo è più alto, molto più alto, talmente alto che lei, il suo premier e il suo governo non potete pagarlo. Nelle vostre casse, piene di soldi nostri, non ci sono abbastanza euro. Comprare la buonafede dei cittadini per poi lasciarli in mutande è un vizio diffuso da quelle parti, come dimostra la vicenda di Banca Etruria, cassaforte di famiglia.

Ma questa volta si è andati oltre. La Costituzione non ha clienti e la democrazia appartiene a tutti gli italiani. Perché terrorizzare vecchiette e sprovveduti con la minaccia degli ottanta euro? Roba da chiamare i carabinieri, come quando malintenzionati ti citofonano con la scusa del contatore del gas. Barano sul voto all’ estero, sulla par condicio televisiva, e ora pure sugli ottanta euro, che ovviamente non possono essere sospesi in caso di vittoria del no.

Il governo ha davvero paura, Matteo Renzi vede avvicinarsi il precipizio e perde la testa: non vota il bilancio europeo (che ovviamente passa lo stesso), manda in giro la Boschi a ricattare gli italiani e rispolvera lo spauracchio del caos: se perdo vado a casa e dopo di me sarà il diluvio universale.

Lo stesso che diceva Cameron sulla Brexit, la Clinton su Trump. Non è successo nulla del genere e non succederà certo il 5 dicembre in Italia. Se cadrà qualche goccia di pioggia non c’ è problema. Tutti abbiamo un ombrello in casa. E dopo, finalmente, tornerà il sole invece di questo continuo cielo plumbeo e minaccioso. Teniamo duro, mancano solo due settimane.



   

 

 

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