Repubblica di San Marino: là dove osano i Funzionari di Banca

 

LA REPUBBLICA DI SAN MARINO: LÀ DOVE OSANO I FUNZIONARI DI BANCA
ovvero:
dove certi funzionari di banca fanno quello che vogliono con i soldi dei clienti poiché si sentono protetti dal sistema tutto, compresi gli Organi preposti a vigilare e perché no, dalla miopia istituzionale rispetto alla gravità dell’accaduto.

ATTENZIONE QUESTO ARTICOLO CONTIENE NOTIZIE CHE POSSONO FARVI RECUPERARE DENARO SE LO AVEVATE IN BANCA COMMERCIALE SAMMARINESE.

Tutto comincia con l’acquisto di una casa a Rimini da parte di una possidente italiana che pretende come conditio sine qua non che buona parte dell’importo venga pagato attraverso bonifico interno a Banca Commerciale Sammarinese tramite una sua società con sede legale a San Marino e che la transazione venga conclusa dal rappresentante legale e amministratore unico di succitata società, tal Massimo Rughi. La venditrice accetta la condizione e, non avendo rapporti bancari in quel paese, nel Maggio 2005 viene portata per l’occasione in succitata banca dal Rughi per aprire un conto ove versare i 200.000 euro di caparra ricevuti al compromesso di acquisto dell’immobile di cui all’incipit. Su quello stesso conto poi in data 22 Luglio 2005 ed ovviamente, in presenza della titolare della posizione, vengono girati 1.300.000 euro derivanti appunto da da parte proventi della vendita.
A domanda precisa del direttore che chiedeva lumi sulla destinazione del capitale la cliente rispondeva di fronte a testimoni che NON VOLEVA INVESTIRE, CHE NON LE INTERESSAVA GUADAGNARE, MA SOLO DI MANTENERE IL CAPITALE INTATTO.
In pari data la cliente accettava di fare da garante per un affidamento da 100.000 euro concesso a colei che materialmente trovò il cliente per la vendita della casa.
Il direttore della filiale, allora tal Giovanni Crosara (di Ravenna) prima chiede di aprire una posizione titoli ove versare 150.000 euro in pronti contro termine o altro investimento SICURO, a garanzia dell’affidamento Marionni, poi decide di cointestare il conto in modo che la cliente (che come detto aveva versato su detto conto ingenti somme) fosse direttamente vincolata senza bisogno di garanzie. La cliente chiede anche una velocizzazione delle pratiche poiché dopo aver traslocato a Roma è in procinto per partire per l’estero per chiudere alcuni affari.
Passano quattro anni e qualunque operazione effettuata su quel conto , sia con Carta di Credito che per assegni, si conclude sempre regolarmente.
“Certo, con tutti quei soldi!” direte voi ma abbiate un po’ di pazienza e capirete il perché di questa precisazione.
Nel dicembre del 2009 alla titolare del conto giunge una raccomandata A/R della banca che chiede di ridiscutere un fido da 100.000 euro relativo al conto della cliente e scaduto nella sua validità.
La cliente (che è all’estero) fa telefonare da persona di sua fiducia (Davidson) per capire di cosa si tratti, NON AVENDO

MAI ACCESO ALCUN FIDO SULLA PROPRIA POSIZIONE e risultandole ancora più di 800.000 euro su detto conto. Il vicedirettore della Banca, tal Paolo Droghini (di Cesena), risponde dicendo che sul conto non c’è più nulla e che i soldi sono stati persi in un investimento sbagliato.

droghini
NON AVENDO dato ordine di investire la titolare chiede quindi copia di tutti gli estratti conto e di tutti i documenti relativi a detti investimenti.
La banca impiega quasi quattro mesi a preparare la documentazione(!!!) e la fornisce all’avv Pierro del Foro di Roma e al Sig Davidson, saliti a San Marino per il ritiro, senza nemmeno peritarsi di chiedergli un documento di identità e questo già comincia a dimostrare il modus agendi di quella banca.
Gli investimenti presenti sugli estratti conto risultano effettuati in data 22 Luglio 2005 (ovvero con la cliente IN SEDE) tramite DELEGA a firma Massimo Rughi (ovvero colui che materialmente ha acquistato la casa per conto della società sammarinese di cui era amministratore unico e responsabile legale!!!!!!) che agì in base a un prestampato su cui a parte una firma della cliente (probabilmente estorta se non addirittura apocrifa) non vi era nulla di giuridicamente valido. Mancavano infatti numero di riferimento del conto, la data, il documento di riconoscimento del delegato, nonché qualsiasi apposizione di firme o timbri da parte di chicchessia all’interno della banca. Si sottolinea se ce ne fosse bisogno che, come detto, in pari data la cliente era in banca ad effettuare il bonifico interno e a dare la garanzia per la Sig.ra Marionni, da cui le domande: Perché non chiedere direttamente alla cliente di firmare un’acquisto di titoli così ingente e soprattutto, come vedremo, a così alto rischio? O, almeno, perché non farle controfirmare gli ordini? Inoltre ci si chiede come è stato possibile spostare i soldi dal conto corrente a quello titoli senza uno straccio di delega sul primo?

DETTI INVESTIMENTI FURONO EFFETTUATI NIENTEPOCODIMENOCHE IN HEDGE FUND (Giada nexus, Lemanic Flexible e Mellon Sanctuary per i maniaci dell’informazione).

ATTENZIONE: I TITOLI PRIMA DI PRECIPITARE A VALORE “ZERO”, VIAGGIANO DAL LUSSEMBURGO ALLE ISOLE VERGINI PER POI FINIRE A UNA FINANZIARIA DI GIBILTERRA (Chiamata Helvetia giusto per aiutare, sic), SENZA CHE NULLA SIA STATO SEGNALATO ALLA VIGILANZA DI BANCA CENTRALE, IN VIOLAZIONE PALESE DI TUTTE LE NORMATIVE ANTITERRORISMO E ANTIRICICLAGGIO SAMMARINESI ED EUROPEE.
La cliente, constatato quanto sopra, chiede immediatamente un incontro con il Direttore Generale della Banca, tal Valerio Benvenuto di Forlì, al quale si recano il giornalista Stefano Davidson e l’avv Rodolfo di Martino del Foro di Roma. Il Direttore, ça va sans dire, nega ogni addebito ma si permette addirittura, sventolando la delega (fittizia) in faccia ai convenuti di asserire che a lui basta quella per non restituire nulla e che, non conoscendo personalmente né il direttore di filiale (che nel frattempo ha patteggiato una condanna a due anni in Italia per riciclaggio e non solo non ha perso il lavoro ma è stato spostato all’Istituto Bancario Sammarinese, che comunque è saltato per aria anch’esso in questi ultimi anni) né la cliente, “dal punto di vista umano non poteva fregargliene di meno” (testuale davanti a due testimoni).
La cliente quindi, credendo di essere in un Paese civile, dove certe macroscopiche evidenze non possono passare inosservate, presenta regolare esposto a Banca Centrale la quale, dopo quasi due anni, risponde che a suo parere NON ci sono responsabilità penali da parte di nessuno, solo qualche quisquilia dal punto di vista civile.
La cliente, a quel punto privata di ogni risorsa economica, denuncia comunque penalmente (denuncia che non ha costi) coloro che ritiene responsabili della cosa.

Vedi Immagine >>>>

La Commissaria della Legge Volpinari, incaricata del procedimento archivia la cosa nel 2014, anch’ella motivando che penalmente non c’è nulla di rilevante e che al massimo si può rilevare qualche vizio dal punto di vista civile..
La cliente quindi fa opposizione al decreto di archiviazione e invia contestualmente lettera alla Presidenza del Tribunale ed alle Autorità sammarinesi minacciando il ricorso in CEDU.
Il Giudice delle Appellazioni, non solo recepisce l’opposizione ma, sostanzialmente, “infama” sul provvedimento di riapertura del procedimento la Commissaria Volpinari per quanto fatto e come lo ha fatto, ed incarica il giudice considerato il “mani pulite” di San Marino, Simon Luca Morsiani, di svolgere indagini ulteriori. Anche per capi d’accusa molto più pesanti di quelli in denuncia tra cui l’associazione a delinquere.
Nel 2015 la cliente (ricevuti soldi a prestito da chi ne conosce l’affidabilità) può presentare finalmente anche denuncia civile e richiede i danni alla Banca e ai responsabili di quanto subito.

Nel frattempo però la Banca Commerciale Sammarinese è passata sotto il controllo di Asset Bank (non per fallimento ma per le malefatte commesse in altra occasione, leggi Conto Mazzini) che stringe un accordo con lo Stato di San Marino in cui si lava le mani delle pendenze eventuali della banca acquisita, che rimangono di pertinenza dello Stato. Lo Stato però per risarcire i danni non indaga sulle posizioni dubbie della banca (nonostante tutto quello che è successo in quella banca e nonostante l’esposto della cliente a Banca Centrale) ma praticamente attende che ognuno faccia denuncia, vada a sentenza e SOLO IN QUEL CASO restituirà i soldi ad Asset per risarcire il legittimo proprietario. Ovvero: chisse ne frega se la banca a cui io Stato ho addirittura tolto la licenza bancaria vi ha truffato. Se non lo avete denunciato, anche se perché pensavate di non poter dimostrare niente, non denuncio certo io il sistema.

Si evidenzia a questo punto che in memoria difensiva sia la Banca che il Droghini (nel frattempo assunto da Asset e NOMINATO DIRETTORE GENERALE NONOSTANTE LA DENUNCIA SULLA TESTA ) hanno sostenuto di aver agito in base a una precisa delega presente sul “sistema informatico”.
Bene, a quanto pare (da fonti molto vicine alla Cancelleria del Tribunale) il Commissario della Vigilanza di Banca Centrale incaricato nel procedimento penale dal Commissario Morsiano di effettuare i controlli nei computer e nei registri di Banca Commerciale Sammarinese, dopo attento esame abbia dichiarato per iscritto su decreto che NON SOLO NON ESISTE ALCUNA DELEGA REGISTRATA, MA CHE NON RISULTA REGISTRATO NEPPURE ALCUN FIDO CONCESSO ALLA CLIENTE.

Il giornalista Stefano Davidson inoltre ci ha parlato di una pagina del verbale del CdA di Banca Commerciale dopo la sua visita con l’avv. Di Martino dove si leggerebbe legge che TUTTI SAPEVANO TUTTO MA NON SOLO NON FECERO NULLA PER RISOLVERE LA SITUAZIONE MA ADDIRITTURA FECERO PROPORRE DAL PROPRIO STUDIO LEGALE ALLA DENUNCIANTE L’ABBUONO DEL FIDO (INESISTENTE!!!!!) E UN RISTORO DI 20.000 EURO PER LE SPESE LEGALI SOSTENUTE. QUINDI AVREBBERO MENTITIO SAPENDO DI MENTIRE E ADDIRITTURA AVREBBERO INTRAPRESO LA VIA DELLA TENTATA TRUFFA ADDIRITTURA CON IL LACET DEL PROPRIO STUDFIO LEGALE CHE L’HA PRESENTATA.
IN MERITO ALL?INTERESSE COLLETTIVO SULLA VICENDA SI SOTTOLINEA COME in una testimonianza resa davanti al Giudice, uno dei due Sindaci Revisori di Banca Commerciale Sammarinese ammette che DIVERSE POSIZIONI all’interno della Banca erano palesemente PRIVE DI DOCUMENTAZIONI E/O GARANZIE.
da cui si potrebbe evincere che: TUTTI (E SOPRATTUTTO LA VIGILANZA DOPO L’ESPOSTO) HANNO POTUTO VERIFICARE LE RAGIONI DELLA CLIENTE SOLO CON UN CLIC SUL COMPUTER DELLA BANCA FIN DALLA PRIMA TELEFONATA, MA NESSUNO LO HA FATTO O LO HANNO FATTIO E HANNO NEGATO L’EVIDENZA PER COPRIRSI L’UN L’ALTRO. QUINDI NON SOLO UN’EVENTIUALE NEGLIGENZA MA ANCHE IL DOLO E LA MALAFEDE SEMBREBBERO QUANTOMAI EVIDENTI
SI RIMARCA IL FATTO CHE IL DROGHINI, È COLUI CHE MATERIALMENTE HA FIRMATO LE AUTORIZZAZIONI ALL’ACQUISTIO DEI TITOLI IN VESTE DI RESPONSABILE FINANZIARIO DI BANCA COMMERCIALE NEL 2005, INDI è colui che HA NEGATO OGNI ADDEBITO NEL 2009 IN VESTE DI VICE DIRETTORE GENERALE DELLA STESSA, E SEMPRE LUI HA CONTINUATO AD OCCULTARE E NEGARE ANCHE IN VIOLAZIONE ALLE NORMATIVE EUROPEE DOPO ESSERE STATO NOMINATO DIRETTORE GENERALE DI ASSET BANCA DOPO L’ACQUISIZIONE DI BANCA COMMERCIALE. La causa civile procede quindi, ma il sistema sembrerebbe aver costretto la vittima del torto a richiedere tramite i suoi legali sammarinesi (Lo Studio Legale fattori Fabbri Ceccoli) un’actio ad exhibendum, ovvero la richiesta coatta tramite Tribunale alla controparte di mostrare quanto presente nel sistema informatico, poiché nel frattempo il giudice Morsiani DOPO QUASI DUE ANNI (!!!) NON HA ANCORA SCIOLTO IL SEGRETO ISTRUTTORIO SUL DOCUMENTO CHE INCHIODA LE DUE BANCHE (Commerciale ed Asset, i cui CdA parrebero di conseguenza colpevoli di favoreggiamento nei confronti del Droghini e tentata estorsione, avendo richiesto come Banca Commerciale il rientro da un fido inesistente) E RELATIVI CdA, NONOSTANTE PER LEGGE, IL GIUDICE DI PRIMO GRADO (E SI IMMAGINA ANCHE PER GLI ALTRI) ABBIA DI REGOLA SEI MESI PER DECIDERE SE ARCHIVIARE O RINVIARE A GIUDIZIO
Si sottolinea, ad abundantiam, come nel frattempo la cliente si sia trovata nella condizione di nullatenenza poiché una volta esaurito quanto in altra banca in Italia per fronteggiare tutto ciò (che si pensava risolvibile in breve) ed abbia subito tutte quelle conseguenze materiali e psicologico esistenziali che possono aggredire una donna di 57 anni, la quale vista l’età e la crisi NON HA AVUTO DI FATTO POSSIBILITA’ DI TROVARE UN IMPIEGO né tantomeno quella di seguire i propri affari all’estero che sono andati nel frattempo a rotoli (ci sono documenti per perdita di chance di diverse centinaia di migliaia, se non milioni, di euro).

ATTENZIONE: i responsabili della Vigilanza di Banca Centrale tra cui il Direttore Generale Mario Giannini sono già stati condannati in altro procedimento e i vertici di Asset Banca, compreso il Presidente Stefano Ercolani, sono ugualmente condannati o comunque sotto processo. Da tali vicende va da sé che quindi le probabilità che quanto sostenuto dalla vittima sia vero al 100% siano molto vicine al 100% e che lo Stato considerato che Asset con la scusa dell’accordo ha tergiversato per anni (senza parlare delle mancate denunce alle autorità di quanto accaduto e verificabile come detto con un semplice “click”) porterà lo Stesso e di conseguenza i cittadini a pagare interessi e danni di molto superiori se avesse segnalato la cosa alle autorità al momento dell’acquisizione. Così come i negazionismi (e anche qui le mancate denunce alla Vigilanza) da parte del Droghini e del Benvenuto in qualità di vice e direttore di Banca Commerciale Sammarinese invece di cercare di risolvere un evidente appropriazione indebita porteranno lo Stato di San Marino a dover risarcire danni molto superiori. Non solo, tutto ciò se la stampa per una volta facesse il suo lavoro potrebbe portare molti sammarinesi a vedersi restituire quanto sottrattogli viste le NUMEROSE POSIZIONI PRIVE DI DOCUMENTAZIONE O GARANZIE VISTO CHE SIN‘ORA NESSUN ORGANO DI INFORMAZIONE SAMMARINESE HA MAI DATO ALCUN RISALTO ALLA VICENDA , NONOSTANTE PIù VOLTE INFORMATI VIA MAIL INVIATE ALLE REDAZIONIE AI DIRETTORI CHE PERÒ VENGONO PRONTAMENTE IGNORATE, FORSE PER NON INCATTIVIRE I PROPRI SPONSOR, NONOSTANTE IL DIMOSTRATO COINVOLGIMENTO DI NUMEROSI CORRENTISTI E QUINDI DI CITTADINI DELLA REPUBBLICA.

Rocco Luglio (segreti banca)



   

 

 

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