Chiude Carapelli a Inveruno, previsti 136 licenziamenti

 

carapelliPer anni i dipendenti e i sindacati dello storico oleificio Carapelli di Inveruno, nel Milanese, si erano lamentati per la mancanza di un serio piano industriale, chiedendo a gran voce che fosse presentato e discusso.

Quando ieri – scrive Il Giorno –  la spagnola Deoleo detentrice del marchio l’ha svelato, o meglio, nel corso di un vertice a Roma ha reso note le sue intenzioni per il 2017, probabilmente devono essersi pentiti di tanta «curiosità». È infatti un vero e proprio bagno di sangue quello preannunciato dal cda della multinazionale: su 136 dipendenti attualmente al lavoro nel sito produttivo dell’ovest Milano, 98 verrebbero quanto prima messi in mobilità. Vero e proprio preludio del licenziamento. I 38 rimanenti – la parte amministrativo-impiegatizia dell’azienda – sarebbero salvati, ma non si sa per quanto ancora.

Detto in altre parole, quello che si profila all’orizzonte è la chiusura definitiva di un sito produttivo presente a Inveruno dagli anni Novanta. Una parziale, residuale produzione d’olio verrebbe mantenuta solo nell’altro impianto Carapelli di Tavarnelle Val di Pesa, in Toscana. Per essere progresssivamente sempre più concentrata «a casa», e cioè negli stabilimenti di Cordova e Malaga. A rischio quindi l’italianità non solo del brand Carapelli ma anche di quelli Sasso e Bertolli, le altre due famigliari etichette del Belpaese possedute da Deoleo.



   

 

 

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