“Sicurezza, Romagna a rischio: sindaci impreparati e Regione assente”

 

morrone thumbtrue1339599343112_650_330“Doccia gelata dalle statistiche del Sole 24 Ore sull’Italia dei reati per il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi e per gli altri amministratori delle grandi città romagnole, tutti rigorosamente Pd”.
Lo ha dichiarato Jacopo Morrone, segretario nazionale della Lega Nord Romagna,
che ha aggiunto: “Lucchi, infatti, pressato dalle denunce quotidiane dei media e della gente
sull’incremento dell’insicurezza nel cesenate, alla fine dell’agosto scorso aveva scritto una delle sue solite lettere per enfatizzare i dati semestrali del Viminale che davano i reati in diminuzione. Di qui, complimenti a tutti e soprattutto a se stesso per il futuribile e costosissimo progetto delle
telecamere.

Lunedì scorso i dati in controtendenza, con le classifiche del
quotidiano finanziario, certamente da non considerare come le tavole della
legge, ma che, in ogni caso, fotografano un’Emilia-Romagna con una situazione
estremamente preoccupante. Con Rimini al top per delitti totali e Ravenna in
cima alle classifiche per furti in abitazioni e con ben sette province
emiliano-romagnole su nove nei primi trenta posti della catastrofica classifica
selezionata in base all’incidenza dei reati denunciati nel 2015 in rapporto alla
popolazione.

Forlì-Cesena è al 22° posto con una variazione percentuale dei delitti in
aumento, tra il 2014 e il 2015, di 1,4%. Certo, qui si tratta di dati del 2015,
mentre il Viminale anticipa dati parziali del 2016. Ma cantare vittoria, come fa
Lucchi, ci sembra esagerato. E anche gli altri sindaci, dal riminese Andrea
Gnassi, al ravennate Michele De Pascale, appaiono completamente afasici nel
momento in cui ci sono da assumersi responsabilità e prendere provvedimenti
seri, concreti e immediati. ”

“Altro che le telecamere a Cesena da installare in diversi anni. La questione è
molto seria, anche se sia Gnassi che De Pascale, nella recente campagna
elettorale comunale, hanno relegato la sicurezza, nonostante i dati disastrosi
del 2015, all’ultimo posto degli interessi loro e del Pd. Ma la situazione
dovrebbe preoccupare soprattutto la Giunta Bonaccini che, dopo il fallimento del
costosissimo programma Città Sicure, ormai nel dimenticatoio, non ha saputo
predisporre alcun progetto realistico sulla sicurezza di una delle regioni più a
rischio d’Italia su tutti i fronti”.



   

 

 

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