Nel silenzio piu’ assoluto molte banche italiane sono prossime al fallimento

 

Mentre il premier non eletto ha incassato l’ennesima porta in faccia all’Ecofin sui salvataggi bancari dove, al di là delle parole di facciata, gli oligarchi Ue hanno chiaramente detto che l’Italia deve muoversi all’interno delle normative vigenti (quindi niente deroga al bail in), sono iniziati i rimborsi farsa per gli obbligazionisti delle quattro banche fallite lo scorso anno, tra cui quella di cui era un pezzo da novanta il padre del ministro per le riforme, Boschi.

banche

Udite udite: verrà rimborsato l’80% delle obbligazioni ai risparmiatori con patrimonio inferiore a 100.000 euro e reddito irpef inferiore a 35.000 euro l’anno (vale a dire circa 1.500 euro al mese netti!). Già che c’erano potevano anche mettere che il diritto al rimborso spetta solo a chi riesce a stare sulle punte degli alluci per almeno mezz’ora ed a volare su una scopa in una notte di luna piena, tanto i paletti sono stretti.

Si tratta dell’ennesima farsa del sistema bancario nazionale, dove, a differenza che all’estero, i responsabili del disastro sono liberi di girare per strada a piede libero, mentre chi ha investito i risparmi di una vita in quello che credeva un investimento tranquillo, si trova con un pugno di mosche in mano. E c’è anche stato chi si è tolto la vita per la disperazione d’aver per – senza colpa alcuna – tutto ciò che possedeva grazie al decreto “salva banchieri e ammazza risparmiatori” del governo Renzi.

D’altra parte, che la situazione delle banche sia tutt’altro che serena e tranquilla, lo dimostrano le richieste più o meno velate di aumenti di capitale – l’ultima questa mattina – per Unicredit, giusto per non parlare della solita disastrata Monte dei Paschi di Siena, banca che è resistita a tutte le tragedie, incluse tre guerre d’indipendenza nell’Ottocento e due guerre mondiali nel Novecento, tranne che alla gestione del PD.

Sia chiaro: non sono solo le banche italiane ad essere in cattive acque, basti pensare a Commerzbank che è in stato comatoso o Deutsche Bank, una vera e propria bomba atomica in grado di distruggere l’intero sistema economico mondiale. Ecco: ci piacerebbe vedere se per Commerzbank e Deutsche gli oligarchi Ue imporranno di “rispettare le regole vigenti” o se caleranno le braghe come sempre fanno con i tedeschi. E vorremmo ricordare che Commerzbank tuttora è posseduta per il 15% dallo Stato tedesco, perchè quando è stata salvata dal governo Merkel in cambio di una montagna di miliardi di euro in contanti (oltre 150) lo Stato ha ricevuto azioni (carta straccia) della banca “salvata”. E ora, torna ad essere pericolante, avendo perso in questo 2016 – e dopo il Brexit – quasi il 40% del suo valore in Borsa a Francoforte.

Però, qua non stiamo sostenendo che mal bancario comune nell’eurozona sia mezzo gaudio per l’Italia.

Il punto, difatti, è un altro: la crisi sistemica delle banche italiane, oltre che per mala gestione interna (e su questo nessuno discute), è anche diretta conseguenza della macelleria sociale attuata dal governo Monti in poi che, distruggendo a colpi di tasse i consumi interni, ha mandato in crisi imprese e famiglie, rendendo una marea di crediti prima solidi, ora inesigibili.

E questo, per stessa ammissione di Monti alla CNN, venne attuato per tutelare e salvaguardare il sistema bancario del nord Europa. Ora capite che un premier degno di questo nome, andrebbe a sbattere i pugni sui tavoli Ue a Bruxelles e qualora non ottenesse ciò che vuole, manderebbe a quel paese tutti per fare come farebbero i tedeschi: gli interessi del proprio popolo senza guardare in faccia nessuno.

Ma Renzi è di un’altra pasta. Non possiede nè l’intelligenza politica nè il coraggio umano per agire a questo modo.

Quindi, stante la situazione attuale, ci sentiamo di consigliare i lettori di cercare di restare il più liquidi possibile, evitando obbligazioni bancarie di ogni tipo e fondi obbligazionari che contengano obbligazioni bancarie e, possibilmente, di spezzettare i propri risparmi in più banche, meglio se non esclusivamente italiane. E’ fuor di dubbio che tra pochi giorni la Bce darà responsi molto allarmanti sugli “stress test” a cui ha sottoposto anche banche italiane, tra le quali Unicredit e Mps. Ed è altrettanto evidente che gli ordini della Banca centrale europea di aumenti di capitale e di vendita o comunque di liberazione dei bilanci da crediti marci per decine di miliardi di euro, non potranno essere eseguiti senza l’intervento dello Stato italiano. Oppure, bail in imposto in questo caso dalla Commissione europea.

Si sperava che il Brexit portasse a più miti consigli gli oligarchi Ue capitanati da quel disgustoso individuo che risponde al nome di Juncker, ma così non è stato: sono troppo arroganti e pieni di sé per ammettere di aver imboccato una strada senza ritorno, e per questo sono destinati a far implodere l’intero continente. L’autunno non si preannuncia per niente tranquillo.

Dulcis in fundo, è bene sempre ricordare che c’è tuttora un nutrito gruppo di banche commissariate, in Italia, benchè la notizia non venga divulgata dai cosiddetti “mezzi d’informazione”. Di seguito proponiamo l’elenco aggiornato delle banche commissariate da Bankitalia:

• Istituto per il credito sportivo

• Cassa di risparmio di Loreto

• Banca popolare dell’Etna

• Banca popolare delle province calabre

• BCC Banca Romagna Cooperativa

• BCC Irpina

• BCC Banca Padovana

• Cassa rurale di Folgaria

• Credito Trevigiano

• Banca di Cascina

• Banca Brutia

• BCC di terra d’Otranto

Inutile dire che essere clienti ancora di queste banche assomiglia molto al gioco della roulette. Sì, ma quella russa.

Luca Campolongo - il nord



   

 

 

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