Nagorno Karabakh, Armenia: colpi di mortaio sui nostri villaggi

 

Nagorno-Karabakh

Non solo fatica a reggere la tregua in Nagorno Karabakh, ma la violenza sembra allargarsi. Il Ministero della Difesa armeno ha accusato le forze armate azere (islamiche) di aver attaccato a colpi di mortaio tre villaggi nel nord-est del Paese, nella notte. Secondo una fonte armena si tratta della regione tra Tavush e Gegharkunik (nel nord est dell’Armenia) dove si trovano unità militari e insediamenti civili.

In particolare, colpi da 120 millimetri sono stati sparati sul villaggio di Karmir, e su Ttudzhur Baghanis. “Non ci sono stati feriti” ha scritto il segretario stampa del Ministero della Difesa armeno Arutsrun Hovannisian sulla sua pagina Facebook. La tregua era stata concordata dai capi di stato maggiore di Azerbaigian e Armenia in un incontro avvenuto nei giorni scorsi a Mosca, interessata a un ruolo di primo piano nella mediazione. Ma nella crisi si riflettono anche tutte le tensioni esistenti tra Russia e Turchia: quest’ultima accusa Mosca di parteggiare per gli armeni, mentre l’Azerbaigian è considerato da Ankara più di un semplice vicino.

Nagorno-Karabakh2

Armenia e l’Azerbaigian hanno ufficializzato lo scorso 2 aprile l’aggravarsi della situazione nella zona del Karabakh: Baku ha denunciato bombardamenti da parte delle forze armate armene, con il Ministero della Difesa armeno che ha riferito di “azioni offensive” dal lato azero. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, il 4 aprile sono state uccise 33 persone, più di 200 ferite. Secondo altre fonti in 4 giorni di scontri le vittime sarebbero più di 75.

Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per il Nagorno-Karabakh è antichissimo. Dopo la Rivoluzione Russa del 1917, il Karabakh fu inglobato nella Federazione Transcaucasica, che ben presto si divise tra Armenia, Azerbaigian e Georgia. Il territorio del Nagorno Karabakh venne rivendicato sia dagli armeni (che all’epoca costituivano il 98% della popolazione) sia dagli azeri. Dopo la conquista bolscevica del 1920 il territorio venne assegnato, per volere di Stalin, all’Azerbaigian e nel 1923 venne creata l’Oblast Autonoma del Nagorno Karabakh.

Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, la questione del Nagorno Karabakh riemerse, si riaccese il fronte militare con conseuenze disastrose per la popolazione. La situazione insoluta si trascina sino a oggi. ASKANEWS

Gli azeri (islamici) decapitano i cristiani

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