Clandestini protestano a Trento “Vogliamo denaro contante, schiaffi agli operatori”

 

Un gruppo di ospiti della Residenza Brennero chiedeva di avere denaro contante anzichè le tessere per gli acquisti. Schiaffi agli operatori e statale bloccata: sono dovute intervenire le forze dell’ordine.

TRENTO, 1 APR – “Noi siamo qui senza giustizia”, “Siamo qui senza assistenza medica”, “Nessuna protezione”. Sono alcune delle scritte sui cartelli che alcuni migranti hanno mostrato oggi in via Brennero a Trento, nel corso di una protesta con alcune decine di partecipanti, giunti sia a piedi che in bicicletta da tutta la città. La strada è stata bloccata al traffico dalla protesta, con polizia locale e forze dell’ordine intervenuti per ripristinare la viabilità, presenti alcuni politici locali.

La Provincia di Trento ha successivamente chiesto l’immediato allontanamento di nove migranti dal progetto di accoglienza. “Il blocco stradale effettuato da giovani migranti accolti nella residenza Brennero non è suffragato da alcuna concreta accettabile motivazione”, scrivono in una nota il presidente della Provincia, Ugo Rossi, e l’assessore Luca Zeni. (ANSA)

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2 Commenti per “Clandestini protestano a Trento “Vogliamo denaro contante, schiaffi agli operatori””

  1. E’ evidente che questi “signori”, scendono in strada “imboccati” per benino da alcuni altri signori, che li spingono complici entrambi della stessa cultura opportunistica del DIRITTO. Ma questo principio, apparentemente universale, lo è nella realtà delle proprie convenienze che ciascuno vi trova sostenibili. E’ evidentemente una concezione “zoppa”, fin dalle origini di un principio che finisce laddove ogni “VOLERE” se ne fa sinonimo. Tutti “vogliamo”, ma il contratto sociale, inaugurato dal buon Voltaire, sulla base dell’antica sapienza civica romana, riconosce nel DIRITTO di ciascuno, anche il DOVERE verso l’altro, altrimenti la LIBERTA’ sarebbe un’opinione a vantaggio solo di pochi. Ma questi “signori”, che scendono in piazza, hanno ben capito, da una certa cultura della convenienza, che si ritrovano perfettamente integrati nella complicità di una condivisibile interpretazione del DIRITTO nel suo sinonimo: IO VOGLIO, e dunque ho Diritto a coniugare il principio del VOLERE in un presente continuo. E del DOVERE che ne facciamo? Un’ipotesi che per loro non esiste, in quanto può solo significare ciò che a loro è DOVUTO, e dunque ciò che loro per DIRITTO “deve” essergli dato. Un bel giochetto, vero, si, un sofisma che altera completamente il senso e la sintassi dei comportamenti e dell’etica della responsabilità. Non dovrebbe meravigliare ciò, perché sappiamo bene quale sia stata la “mutazione” antropica e storica di una certa sinistra, sacrale, progressista, DIRITTISTA e dunque buonista e che dunque avvia la pratica della integrazione extracomunitaria per quella via. “Ite, commentum est”. Grazie.

  2. Chi vi ha chiamato?

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