Statali pagati dai cittadini per battere le mani alla Boldrini

Battere le mani costa. E non solo fatica: quando si tratta di omaggiare Laura Boldrini, l’applauso costa doppio.

boldrini

E a pagarlo sono i contribuenti – come scrive il Giornale. La presidente della Camera lo scorso 22 gennaio è andata all’Università di Pisa a presentare il suo ultimo libro dal titolo “Lo sguardo lontano”. Per l’occasione, il rettore dell’Ateneo, Massimo Augello, ha inviato una mail a tutti i dipendenti per informarli che qualora avessero voluto partecipare all’incontro con la Boldrini, le ore “perse” a fare la claque alla presidente sarebbero state normalmente retribuite. Perché considerate in “orario di servizio”.

Bibliotecari, docenti, personale amministrativo e tecnico, come scrive Libero, il 18 gennaio hanno ricevuto una mail di invito all’evento e suonava così: “Carissimi – ha scritto il rettore – sono lieto di invitarvi all’incontro con la presidente della Camera dei deputati, che si terrà venerdì 22 gennaio, ore 15.30, nell’aula magna del Polo Carmagnini. Presenteremo l’ultimo libro della presidente Boldrini (Lo sguardo lontano, Enaiudi), attraverso brevi riflessioni affidate ai professori Carlo Casarosa, Enza Pellacchia ed Eugenio Ripepe. In attesa di incontrarvi numerosi, vi allego il programma dell’evento e vi invio un cordiale saluto“.

Evidentemente, però, l’appello a “partecipare numerosi” non era bastato. E per evitare una figuraccia, lasciando l’aula dell’incontro semivuota, il rettore ha pensato di spornare i dipendenti con un incentivo da non poco: i soldi. Così il 22 gennaio la direzione generale dell’Università ha inviato una seconda mail di precisazione, affermando che “in relazione all’invito del rettore – all’incontro con la presidente della Camera, onorevole Laura Boldrini, (…) si fa presente che, per coloro che hanno il rientro di venerdì, l’eventuale partecipazione all’incontro sarà considerata come orario di servizio, previa comunicazione al responsabile della struttura”.

Laura Boldrini ha così avuto le sue 400 persone a batterle le mani, il rettore ha fatto una bella figura, i dipendenti hanno intascato lo stipendio e tutti se ne sono andati felici e contenti. Tranne i cittadini. Che hanno sborsato i soldi.



   

 

 

1 Commento per “Statali pagati dai cittadini per battere le mani alla Boldrini”

  1. A quella lì, le mani le battono solo se pagano.

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