Cara Boldrini, non ci siamo. Lettera aperta al presidente della Camera eletto da nessuno

Boldrini

Riceviamo e pubblichiamo

Carissima Boldrini, non è mio intento offenderla, denigrarla o peggio ancora minacciarla. (Non credo lei possa dire altrettanto) Ascoltandola, mi rendo sempre più conto che lei non sta assolvendo i compiti che questo governo di nessuno le ha assegnato. Lei è una sorta di radio. Uno strumento di comunicazione a senso unico. Nessuno può interagire con lei; e lei stessa si guarda bene dal farlo. Le poche volte che ha parlato ai cittadini li ha apostrofati, almeno in parte, il gruppo di italiani che, a torto o a ragione, segue il movimento cinque stelle.Lei cara onorevole li ha chiamati stupratori.

Per ironia della sorte gli stupratori si sono rivelati quelli che lei ama e protegge. L’unica causa che ha abbracciato nella sua discutibile carriera politica. Gli immigrati, che non sono rifugiati e nemmeno profughi. Lei stessa finge di ignorare tali differenze, per non parlare dei clandestini. Dimentica troppo spesso che lei dirige la camera dei deputati per l’Italia e gli italiani, essendo questa una repubblica e non una colonia (Che sia questo il suo sogno segreto?) ma a lei l’Italia sta stretta, tanto che si arroga il lusso di ignorare completamente i bisogni dei cittadini italiano.

Parla di strumentalizzazioni, ma quale strumentalizzazione peggiore di un interlocutore che non ha contraddittorio? Ascoltarla per me è come sentire qualcuno battere la testa al muro. Chiunque non sia d’accordo con le sue stravaganti e coercitive idee di integrazione è razzista. Come vede chi offende è lei, non io. Sempre lei, ha intrapreso azioni arbitrarie per togliere il diritto di parola annunciando carcerazioni per chi l’avesse offesa ricordando il suo passato di soubrette. Ha usato la magistratura, la polizia e altri organi a sua completa discrezione, ha di fatto compiuto gravi abusi. Ecco una sintesi della sua controversa e costosa carriera.

L’unica certezza è che noi cittadini italiani orfani delle istituzioni paghiamo la sua fasulla integrazione, e la paghiamo cara. Nessun bonus per l’Italiano emarginato e vittima di razzismo e violenze in casa propria. Lei insiste con le sue impuntature, il suo femminismo esclusivo, ossia del suo personale cara signora, ma alle vittime di Colonia neanche un accenno.

Il mio sogno è vederla dare le dimissioni, Boldrini, allora potrà davvero tornare ad avere quella dignità femminile che tanto decanta. Torni ad essere solo una cittadina. Guardi dal basso la sua opera, come noi che delle sue strampalate decisioni subiamo solo i nefasti danni collaterali. Guardi attentamente, non le piacerà.

Claudia Zuffi


 

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