L’aggressione sessuale è un’arma di guerra dei musulmani

 

Questa estate, in TV, ognuno poteva vedere che il flusso dei migranti che forzava i confini dell’Europa era composto principalmente da giovani. Ma i media parlavano di “famiglie”. Gli ordini dati erano infatti quelli di riprendere le poche donne e bambini davanti ai capi del gregge.

profugo

Ora abbiamo le statistiche: il 70% dei “profughi” sono uomini (tra i 18 ei 35 anni), il 13% sono donne e il restante 9% sono ragazzi, spesso minorenni senza famiglia.

Ora sappiamo anche che questi maschi non erano particolarmente istruiti, ma i media e i politici hanno affermato che si trattava soprattutto di ingegneri, medici, scrittori  venuti in Europa per arricchirla delle proprie conoscenze e il loro lavoro.

Con le aggressioni sessuali di Capodanno che hanno avuto luogo a Colonia, Stoccarda, Amburgo, Zurigo, Helsinki (nell’attesa che arrivino i nomi di altre città: Berlino, Düsseldorf, Francoforte, Monaco, Vienna Salisburgo …?), noi annunciamo che non abbiamo finito con le gioie del vivere insieme propagandate dalla nomenclatura europeista.

Le bombe dei migranti non sono solo quelle degli attentatori suicidi alla ricerca delle 72 vergini (che devono essere ormai finite da un lungo periodo di tempo), ma sono anche bombe demografiche.

L’arrivo di centinaia di migliaia di giovani maschi di tipo arabo o nord africano in calore nel nostro paese scombina la popolazione occidentale, trasformando il rapporto tra i sessi. Tutti i rapporti tra i sessi.

Quando si sa in che modo è trattata la donna nelle società musulmane, quando constatiamo in che modo vengono trattate le donne negli stati islamici-totalitari dell’Arabia Saudita o in Iran, dubitiamo che l’intenzione di giovani capri musulmani su piccole capre occidentali sia quella dell’amor cortese.

Quando sentiamo il programma di qualche migrante a proposito di ciò che compiranno sulle giovani di origine europea  -ingravidarle affinché mettano al mondo dei piccoli musulmani che regneranno in Europa nel nome di Allah – sinceramente non ci spunta un sorriso sugli angoli delle labbra.

Ma è il rapporto tra i sessi, tra i numeri di maschi/donne che è il più preoccupante.

In Cina, dove il rapporto è 117/100, i problemi sono enormi – in particolare gli stupri nelle campagne- e questo è uno dei motivi per cui il paese di Mao ha abbandonato la politica del figlio unico originale.

svezia

In Svezia, il rapporto è di 123/100. Nel 1975, il Parlamento svedese ha deciso all’unanimità di trasformare la Svezia, una volta etnicamente omogeneo, in un paese multicultutrale . Ha deciso dunque di accogliere i migranti senza contarli.

Nel 1975, 421 stupri sono stati segnalati alla polizia; nel 2014 sono stati 6.620. Un aumento del 1472%! Che con 53.2 stupri ogni 100 000 abitanti, questo paese è al secondo posto alle spalle del Lesotho, una enclave dell’Africa australe.

In confronto, la vicina Danimarca ha un tasso del 7,3 stupri per ogni 100.000 abitanti.

Sembra che l’85% dei condannati ad almeno due anni di carcere per stupro siano nati all’estero o siano immigrati di seconda generazione. Nei casi di stupro di gruppo, quasi tutti gli autori sono di famiglie immigrati, e praticamente il 100% proviene da paesi musulmani. I giudici svedesi di solito assolvono gli stupratori perché nella maggior parte dei casi, anche in quelli stupri di gruppo, essi sostengono che la vittima era consenziente.

Questa difesa del colpevole e questa accusa delle vittime assomiglia alla reazione del sindaco di Colonia, Henriette Reker.

Questa donna, eletta al primo turno con oltre il 51% dei voti, ha fatto del buonismo pro-migratorio la sua specialità. Al momento della sua elezione, era in coma dopo essere stato accoltellata da un tedesco originario di Bonn, disoccupato, che ha spiegato le sue azioni con la sua ostilità verso l’accoglienza dei migranti sostenuti dalla signora Reker.

Oggi, manca poco che questa signora inviti le donne tedesche ad indossare il burqa per non provocare i maschi siriani, iracheni, del Nord Africa e i sub-sahariani che, grazie alla Merkel, si sono precipitati in Germania come un nugolo di cavallette (da La Mecca?) sessualmente affamate.

Colonia, Stoccarda, Amburgo, Zurigo, Helsinki sono solo l’inizio.

Le aggressioni sessuali sono in atto in tutta Europa tranne che in paesi come la Polonia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca, che hanno avuto il riflesso di chiudere le loro frontiere all’orda selvaggia. Tali aggressioni hanno lo scopo di terrorizzare la popolazione, di spaccare le famiglie, d’imporre la sottomissione agli uomini, le cui donne sono state violentate.

Lo Stato islamico ha fatto della violenza un arma sessuale di guerra, legittimato dalla sua propria interpretazione del Corano, una sorta di teologia dello stupro che diventa un atto codificato, reso pubblico, per stordire le popolazione dominate.

Rifiutando di controllare il flusso di migranti, la Merkel sta uccidendo l’Europa.

Ma non è l’obiettivo ricercato per decenni dalla nostra presunta “elite” di vivere insieme?

ripostelaique.com



   

 

 

1 Commento per “L’aggressione sessuale è un’arma di guerra dei musulmani”

  1. Personalmente,non mi farei sottomettere da nessuno;ci riuscirebbero solo uccidendomi,ma chiunque lo tentasse,pagherebbe un prezzo molto alto!

Commenti chiusi

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