A casa del giudice Saguto cena con il tonno “sequestrato” alla mafia

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PALERMO – Silvana Saguto aspettava un ospite illustre a cena, il prefetto. E così a casa sua sarebbero stati recapitati sei chili di tonno. Provenivano da un’amministrazione giudiziaria importante. “Un regalo” per l’ex presidente della sezione Misure di prevenzione. C’è anche questo nelle intercettazioni dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia.

In una delle conversazioni registrate è rimasta impressa la voce del magistrato che chiedeva al suo interlocutore il pesce per la cena. All’indomani ecco i complimenti: era tutto buonissimo e gli ospiti erano rimasti molto soddisfatti. La conversazione si sarebbe poi spostata sull’incarico che stava per scadere visto che il procedimento era ormai giunto in Cassazione. Stava per arrivare il bollo definitivo o l’annullamento del provvedimento adottato dal Tribunale presieduto dalla Saguto. In ogni caso, sia che il bene fosse passato sotto il controllo dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati sia che fosse stato restituito al proprietario, l’incarico dell’amministrazione giudiziaria sarebbe venuto meno. E i due affrontavano la questione, discutendo anche di eventuali nuove nomine per il futuro.

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2 Commenti per “A casa del giudice Saguto cena con il tonno “sequestrato” alla mafia”

  1. non si salva nessuno qui se non si prende i dovuti provvedimenti verso chi lucra tutti i giorni e non ne è uno solo ma qui c’è ne sono a migliaia.

  2. Tiziano Aspetti

    È proprio vero: tanto va la gatta al ladro (NO, non è un errore) che ci lascia lo zampino.
    Ma lei non lo sapeva … Vero?

Commenti chiusi

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