Mafia capitale: business migranti, accoglienza e finanziamenti, 44 arresti

Mafia Capitale atto secondo. I carabinieri del Ros hanno eseguito a Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 44 persone, indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati.

Le misure cautelari sono state sollecitate al gip dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma.
Perquisizioni a carico di altre 21 indagati per gli stessi reati.

Roma-Mafia-capitale

 

GLI ARRESTATI, DA GRAMAZIO A CORATTI – Carcere per 19 indagati, arresti domiciliari per altri 25. Sono alcuni dei numeri della seconda tranche dell’inchiesta ‘Mafia Capitale’. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo figura di nuovo Salvatore Buzzi, presidente della ‘cooperativa 29 giugno’, detenuto a Nuoro dallo scorso dicembre in quanto ritenuto uno dei capi dell’associazione di stampo mafioso assieme all’ex Nar, Massimo Carminati. Il gip Flavia Costantini ha invece bocciato la richiesta della procura di arrestare Luca Odevaine (comunque gia’ in carcere a Torino da sei mesi) e Giovanni Fiscon, ex dg di Ama, attualmente agli arresti domiciliari a Roma.

Tra gli arrestati c’e’ anche Luca Gramazio, figlio del senatore di An Domenico. Luca Gramazio si era dimesso lo scorso dicembre da capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio quando risulto’ indagato a piede libero. Nell’ordinanza di custodia cautelare ci sono anche l’ex presidente del Consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti, l’ex assessore alla Casa del Campidoglio, Daniele Ozzimo, i consiglieri comunali Giordano Tredicine, Massimo Caprari e l’ex presidente del X Municipio (Ostia) Andrea Tassone; Angelo Scozzafava, ex assessore comunale alle politiche sociali, il dirigente della Regione Lazio Daniele Magrini nella veste di responsabile del Dipartimento Politiche Sociali, e poi Mario Cola, dipendente del Dipartimento Patrimonio del Campidoglio, e Franco Figurelli che lavorava presso la segreteria di Coratti.
Manette anche per Massimo Caprari, capogruppo di Centro Democratico e arresti domiciliari per il costruttore Daniele Pulcini.

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LE INDAGINI – Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia della Capitale, hanno, tra l’altro, consentito di documentare la partecipazione di Gramazio “all’associazione mafiosa, in qualita’ di esponente della parte politica che interagiva, secondo uno schema tripartito, con la componente imprenditoriale e quella propriamente criminale”.
Secondo il Ros, Gramazio “dapprima nella carica di capogruppo Pdl al consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi Fi) presso il consiglio regionale del Lazio, sfruttando la propria appartenenza ai suddetti organi amministrativi e la conseguente capacita’ di influenza nell’ambiente istituzionale, poneva in essere condotte strumentali al conseguimento degli scopi del sodalizio”.

ODEVAINE E IL BUSINESS DEI CENTRI DI ACCOGLIENZA – Le indagini dei carabinieri del Ros sul ‘Mondo di Mezzo’ hanno “permesso di documentare come Luca Odevaine (nella veste di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, ndr) fosse in grado di garantire consistenti benefici economici ad un ‘cartello d’imprese’ interessate alla gestione dei centri di accoglienza, determinando l’esclusione di imprese concorrenti dall’aggiudicazione dei relativi appalti”. Secondo gli investigatori, “gli ulteriori approfondimenti in direzione di Odevaine, i cui contatti con Salvatore Buzzi (gia’ presidente della cooperativa ’29 giugno’, ndr) erano emersi in relazione al coinvolgimento delle relative imprese nella gestione dell’emergenza immigrati, hanno confermato l’articolato meccanismo corruttivo facente capo allo stesso Odevaine che, per il ruolo svolto, e’ risultato in grado di ritagliarsi aree di influenza crescenti nello specifico settore”.

Quanto allo stesso Buzzi, le indagini hanno poi ulteriormente confermato “la centralita’” della sua figura, riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate”.

“STRUTTURA MAFIOSA” – Nella capitale “c’era una struttura mafiosa, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”.
Lo dicono gli investigatori del Ros impegnati nell’operazione ‘Mondo di mezzo 2′, nei confronti dell’organizzazione che ruota attorno alla figura dell’ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati, in carcere dallo scorso dicembre. Le indagini hanno documentato, tra l’altro, “un ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello di imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”.

PERQUISIZIONI ALLA PROVINCIA DI CATANIA – Perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale sono state eseguite nelle sedi della Provincia di Catania e negli uffici del consorzio “Sol Calatino”, che si occupa delle gestione dei servizi all’interno del Cara di Mineo, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo in provincia di Catania. Gli accertamenti riguardano gli appalti per l’affidamento dei servizi al Cara di Mineo, e sono stati eseguiti dai Ros con il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania e di Roma. Si punta, in particolare, a verificare se gli appalti per la gestione del Cara siano stati strutturati dal soggetto attuatore per favorire l’associazione temporanea di imprese “Sol Calatino”, guidata condotta dalla cooperativa catanese “Sisifo”. (AGI) .



   

 

 

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