Blitz teste di cuoio USA in Siria: ucciso ministro del petrolio dell’ISIS

Gli USA sono così: ISIS puo’ decapitare migliaia di persone senza conseguenze, ma guai se gli tocchi il petrolio!! PARTONO E TI SCARICANO L’INFERNO SULLA TESTA

Il presidente Barack Obama in visita ad un giacimento di petrolio e di gas in New Mexico per promuovere la sua politica energetica

Forze speciali americane elitrasportate hanno effettuato un’incursione-lampo nella Siria orientale e hanno eliminato uno dei capi dello Stato Islamico, il cosiddetto ‘ministro del petrolio’ dell’Isis: lo ha annunciato il responsabile del Pentagono, Ashton Carter, che ha identificato il dirigente jihadista ucciso come Abu Sayyaf.
Costui era uno dei comandanti militari del gruppo terroristico, ha spiegato Ashton, e ne coordinava le attivita’ finanziarie e di contrabbando di idrocarburi.

L’incursione e’ stata non solo condotta dietro ordine personale di Barack Obama, ma autorizzata da quest’ultimo in base alla previa “raccomandazione unanime” del proprio staff, in particolare del Consiglio per la Sicurezza Nazionale istituito presso la Casa Bianca, e intrapresa “non appena sono stati raccolti elementi sufficienti” a garantirne la “riuscita” e la piena “osservanza dei requisiti” prescritti in casi del genere: lo ha precisato Bernadette Meehan, portavoce presidenziale ad hoc, ribadendo che l’intento originario non consisteva tanto nell’eliminare il gerarca dello Stato Islamico quanto nel catturarlo (QUALCHE IMBECILLE CI CREDERA’ PURE) ma, avendo egli opposto resistenza, e’ stato inevitabile abbatterlo insieme a una decina di miliziani che lo scortavano. Meehan ha aggiunto che il blitz e’ stato affidato a teste di cuoio eli-trasportate di stanza “fuori dall’Iraq”, e che ha avuto luogo nella localita’ di al-Amir, Siria orientale.

Catturata Umm Sayyaf, moglie irachena del comandante ucciso, che e’ stata ricondotta in patria per esservi interrogata. Secondo la portavoce, un altro obiettivo era la “liberazione di una giovane yazida che a quanto pare la coppia tratteneva come schiava”, e che adesso sara’ “ricongiunta con la sua famiglia quanto prima”.

Non particolarmente conosciuto al di fuori della ristretta cerchia degli esperti di anti-terrorismo, Abu Sayyaf era il responsabile del contrabbando di petrolio e gas naturale con cui il movimento ultra-radicale si finanzia, oltre a esercitare un ruolo “diretto e in costante crescita” nella direzione delle operazioni militari dell’Isis.

Il blitz che ha condotto all’uccisione di Abu Sayyaf, responsabile petrolifero dello Stato Islamico e tra i coordinatori delle sue operazioni militari, non fu “comunicato in anticipo” al governo di Damasco ne’ tanto meno vi fu con quest’ultimo “alcun coordinamento”.

La puntualizzazione e’ venuta da Bernadette Meehan, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale istituito presso la Casa Bianca. Anzi: “Abbiamo avvertito il regime di Bashar al-Assad”, ha ricordato Meehan, “di non interferire con le iniziative in atto da parte nostra contro lo Stato Islamico all’interno del territorio siriano”, poiche’ quel “regime non puo’ essere nostro alleato nella lotta” al gruppo jihadista.

 



   

 

 

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